

Gli scontri in Yemen tra le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita e gli Houthi, filo-iraniani, hanno causato 154 morti negli ultimi due giorni, secondo quanto riferito all'agenzia di stampa Afp da fonti militari di entrambe le parti.
«Il bilancio delle vittime dei raid aerei, degli scontri e dei colpi di artiglieria sauditi nei governatorati di Taiz, Al-Jawf, Marib e Saada è salito a 118», hanno dichiarato fonti militari Houthi, mentre fonti governative hanno riportato la morte di 36 soldati.
Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi.
«Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti», ha dichiarato Saba, l'agenzia di stampa dei ribelli.
Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana'a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all'inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.
In Iran «abbiamo ottenuto ottimi risultati. Non se la passano bene. Oggi ho avuto delle riunioni in merito. La loro situazione è critica». Lo ha detto Donald Trump ribadendo che Teheran non avrà l'arma nucleare.
L'amministrazione di Donald Trump, inoltre, avrebbe proposto di investire 5 miliardi di dollari in un nuovo fondo destinato ad aiutare i Paesi del Medio Oriente a ricostruire le infrastrutture energetiche danneggiate durante il conflitto con l'Iran e a ridurre la loro dipendenza dallo Stretto di Hormuz per il trasporto di petrolio e gas. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a quanto riferito da funzionari statunitensi e mediorientali, oltre a documenti visionati dalla stessa testata.
L'iniziativa rappresenta un riconoscimento implicito del fatto che il conflitto, in corso da sette mesi, ha destabilizzato il mercato energetico globale e distrutto oleodotti e raffinerie della regione, la cui ricostruzione comporterà costi elevati.
Secondo il piano di Trump, gli Stati Uniti cercherebbero un contributo di pari importo da otto partner mediorientali - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Iraq e Giordania - con l'obiettivo di creare un fondo di investimento da 10 miliardi di dollari.
L'iniziativa verrebbe denominata 'Partnership for Allied Trust and Construction', partenariato per la fiducia e la costruzione tra alleati. Le discussioni sul fondo sono in corso e i termini dell'accordo potrebbero subire modifiche e non è chiaro quando, o addirittura se, altri Paesi aderiranno all'iniziativa.

