Strage nella Manica, la Francia chiama l’Europa
Dopo il naufragio di ieri nel Canale, la Francia chiama a raccolta i governi di alcuni paesi europei e la Commissione Ue per “lottare efficacemente contro i passeurs”
di Keystone-ATS/daco
Strage nella Manica, la Francia chiama l’Europa
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La Francia invita “i ministri incaricati dell’immigrazione del Belgio, della Germania, dei Paesi Bassi e della Gran Bretagna, come anche la Commissione europea, a un incontro” domenica a Calais, in seguito al tragico naufragio che ieri ha causato la morte di almeno 31 migranti nel Canale della Manica, tra Francia e Regno Unito.

Per rinforzare la cooperazione tra Stati
È quanto riferisce il servizio stampa del premier francese, Jean Castex, dopo la riunione interministeriale di crisi che si è tenuta oggi a Parigi. La riunione fissata per domenica “dovrebbe permettere di definire le vie e i mezzi di rafforzare la cooperazione di polizia, giudiziaria e umanitaria”. Il vertice, nelle intenzioni francesi, vuole anche gettare le basi per “lottare più efficacemente contro le reti di passeurs che operano nei flussi migratori”.

Accuse di Londra a Parigi
Proprio ieri, a seguito del naufragio di un barcone di migranti nelle acque del Canale, il primo ministro britannico Johnson aveva apertamente accusato Parigi di non fare abbastanza per contenere il fenomeno migratorio tra i due Paesi: “Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare, i francesi, a fare tutte le cose che la situazione attuale richiede”, aveva dichiarato il premier conservatore.

La Brexit contribuisce
Fra il 2018 e i soli primi mesi dell’anno corrente, il numero di migranti che ha cercato di raggiungere via mare l’Inghilterra dalla Francia è aumentato di quasi trenta volte (a fine settembre, erano 15’400 i migranti che da gennaio hanno provato ad attraversare la Manica). Secondo Matthieu Tardis, esperto di fenomeni migratori sentito dal settimanale francese L’Express, il motivo principale che spiega l’impennata dei tentativi di traversata via mare è da cercare nel forte aumento delle misure di sicurezza intorno al porto di Calais e all’entrata del tunnel sotto la Manica, da dove solitamente i migranti cercavano di raggiungere clandestinamente il Regno Unito salendo a bordo di navi e camion. Il rafforzamento di queste misure ha coinciso con l’entrata in vigore effettiva della Brexit, avvenuta lo scorso primo gennaio.

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