Naufragio nella Manica, morti 31 migranti
L’imbarcazione voleva raggiungere la Gran Bretagna, ma si è capovolta. Il primo ministro francese: “Una tragedia”. La situazione sulle coste francesi peggiorata nelle ultime settimane
Redazione
Naufragio nella Manica, morti 31 migranti
Immagine Shutterstock

Sono 31, secondo l’ultimo bilancio provvisorio riferito dall’Eliseo, i morti nel naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo di Calais, nel Canale della Manica. L’imbarcazione sulla quale si trovavano i migranti era partita con l’intenzione di raggiungere la Gran Bretagna ma si è capovolta. Il primo ministro francese Jean Castex, che ha convocato per domani mattina alle 08:30 una riunione interministeriale dedicata alle traversate dei migranti nella Manica, parla di “una tragedia”, mentre il ministro dell’interno Gérald Darmanin, atteso sul posto, denuncia “il carattere criminale dei passeur che organizzano queste traversate”.

Tra le vittime cinque donne e una bambina
Tra le vittime del naufragio, riferiscono fonti di polizia citate dal giornale “Libération”, ci sarebbero anche cinque donne e una bambina. Dei 34 migranti a bordo dell’imbarcazione solo due sarebbero stati tratti in salvo. Sempre secondo le stesse fonti, due trafficanti di esseri umani sono stati fermati a nord di Dunkerque, nei pressi della frontiera franco-belga, e posti in stato di fermo dagli agenti francesi.

Le operazioni di soccorso
La prefettura marittima della Manica e del Mare del Nord ha precisato che è ancora in corso un’operazione di soccorso per ritrovare altre persone eventualmente ancora in mare. Sono impiegati anche due elicotteri, un pattugliatore della Marina nazionale, una vedetta dei guardacoste e gommoni di salvataggio.

Situazione peggiorata sulle coste francesi
Negli ultimi mesi la situazione dei migranti sulle coste francesi, nell’attesa di trasferirsi in Gran Bretagna, è peggiorata giorno dopo giorno, con un aumento sensibile dei tentativi di attraversare la Manica, spesso disperati. La catena di articoli sportivi Decathlon ha vietato la vendita di canoe nella zona dopo che alcuni migranti hanno tentato di raggiungere le coste britanniche con quei mezzi di fortuna. Sabato scorso 243 migranti che tentavano l’impresa di arrivare in Inghilterra sono stati soccorsi al largo di Calais.

Macron: “La Manica non diventerà un cimitero”
Alla luce di quest’ultima tragedia, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che “la Francia non lascerà che la Manica diventi un cimitero”. Il presidente ha anche invocato un “rafforzamento immediato dei mezzi dell’agenzia Frontex alle frontiere esterne dell’Ue”. Macron ha chiesto una “riunione d’urgenza dei ministri europei implicati nella sfida migratoria”, assicurando che la Francia “farà tutto il necessario per ritrovare e condannare i responsabili”.

Michel: “Occorre collaborare con il Regno Unito”
Da parte sua il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha scritto su Twitter che “dobbiamo collaborare col Regno Unito per reprimere il business dei trafficanti di esseri umani”. “Un’altra tragedia causata dai trafficanti, che giocano con la vita delle persone vulnerabili”, ha affermato porgendo le “condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime”.

Johnson, la Francia deve fare di più contro il flusso migranti
“Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare, i francesi, a fare tutte le cose che la situazione secondo noi richiede”. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson a margine di una riunione del comitato Cobra. “Capisco le difficoltà che tutti i paesi affrontano, ma noi vogliamo fare di più assieme (a Parigi)”, ha aggiunto non senza rinnovare la fiducia alla sua ministra dell’interno Priti Patel, falco del governo Tory britannico sul dossier immigrazione e artefice della promessa stretta legislativa post-Brexit sui confini. Johnson si è detto “sgomento, inorridito e profondamente addolorato per la perdita di vite umane in mare” registratasi oggi. “Questa catastrofe - ha rimarcato - evidenza quanto sia pericoloso attraversare la Manica”, affidandosi agli scafisti, “e mostra quanto sia altresì vitale intensificare i nostri sforzi per stroncare il modello economico alimentato delle gang” di trafficanti. Ha quindi rivolto un appello a Parigi a “lavorare insieme” con più decisione e a mobilitare in tandem con Londra tutte le risorse necessarie a frenare il fenomeno.

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