

La coalizione a guida saudita ha dichiarato oggi di aver intercettato un missile balistico lanciato dagli Houthi contro l'Arabia, mentre le forze governative sostenute dal regno combattono per riconquistare territori sottratti dal gruppo yemenita durante un'offensiva lampo.
I combattenti filo-iraniani hanno affermato da parte loro di aver colpito diversi aeroporti tra cui quello di Riad, mentre l'agenzia di stampa governativa yemenita Saba ha riferito di missili e droni diretti contro l'aeroporto di Aden nello Yemen.
Secondo quanto riporta Al-Jazeera, citando propri report e le autorità su X, due missili lanciati dagli Houthi hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Aden, senza tuttavia causare vittime. È quanto riporta Al-Jazeera, citando propri report e le autorità su X. Due esplosioni, secondo testimonianze, hanno scosso la città.
Fonti e documenti locali indicano che i missili sono caduti sulla pista dell'aeroporto e nelle aree circostanti, in concomitanza con il sorvolo dello spazio aereo da parte di droni. Il Ministero dei Trasporti yemenita ha annunciato che l'aeroporto internazionale di Aden è stato evacuato e due aerei sono stati trasferiti in zone sicure in seguito all'attacco degli Houthi.
Il Ministero dei Trasporti dello Yemen ha condannato gli Houthi per aver preso di mira l'aeroporto internazionale di Aden con due missili balistici e diversi droni esplosivi. In una dichiarazione su X, il ministero ha definito l'azione «un vile attacco che ha esposto a un pericolo reale le vite di passeggeri, lavoratori ed equipaggi di volo».
Il portavoce di Ansar Allah, cioè gli Houthi, ha dichiarato che il gruppo ha preso di mira con missili balistici «rifornimenti militari sauditi» che, a suo dire, erano giunti al campo di Badr, vicino all'aeroporto di Aden. ll portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato su X che il raid su Badr «ha causato la morte e il ferimento di un numero di ufficiali sauditi. Avvertiamo il nemico di non utilizzare l'aeroporto civile di Aden per scopi militari».
Sempre Saree ha scritto su X che «le nostre forze armate hanno condotto due operazioni militari che hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Abha e la base aerea di Khamis Mushait (entrambi in Arabia Saudita, ndr) con un numero di missili balistici e droni, portando alla sospensione del traffico aereo all'aeroporto di Abha e a danni nella base di Khamis Mushait». Secondo Saree i droni contro l'aeroporto Re Khalid di Riad hanno portato a «un'interruzione del traffico aereo nell'aeroporto».
Inoltre, rivendica il militare, «le nostre forze armate hanno condotto un'operazione militare di tipo speciale che ha preso di mira il campo di Al-Dughayrir a Jizan, il campo di Aakifah ad Asir e il campo di Al-Mawsim a Jizan, che ospitano concentramenti del nemico saudita, utilizzando un gran numero di missili balistici e droni. I colpi hanno provocato decine di morti e feriti, tra cui soldati e ufficiali sauditi, oltre alla distruzione di diversi depositi di armi».
Inoltre, sostiene sempre l'ufficiale houthi, «le nostre forze armate sono riuscite ad abbattere un aereo da ricognizione armato di tipo 'CH-4' appartenente al nemico saudita mentre stava eseguendo missioni ostili nei cieli della provincia di Al-Jawf».
I familiari delle vittime hanno osservato stamattina un minuto di silenzio nei luoghi del sud di Israele presi d'assalto da Hamas esattamente tre anni fa, l'attacco più letale mai avvenuto nel Paese e che scatenò la vasta offensiva nella Striscia di Gaza.
Presso il sito del festival musicale Nova, attaccato dai miliziani di Hamas il 7 ottobre 2023 a bordo di auto e parapendii, i familiari hanno chinato il capo alle 6.29 ora locale (le 5.29 in Svizzera), circondati dai ritratti delle vittime davanti ai quali erano stati deposti dei fiori.
Due persone sono morte oggi in seguito ad attacchi dell'esercito israeliano su Gaza, nel giorno dell'anniversario dei massacri del 7 ottobre 2023 perpetrati dal movimento islamista Hamas partendo dall'enclave palestinese.
L'ospedale Al-Shifa di Gaza City ha riferito che due persone sono rimaste uccise in un attacco. La Protezione civile di Gaza ha identificato una delle vittime come un volontario dell'agenzia, che opera come servizio di soccorso d'emergenza sotto l'egida di Hamas. Forti esplosioni sono state udite oltre il confine, in Israele, dai familiari delle vittime del 7 ottobre radunatisi all'alba sul luogo del festival Nova per rendere omaggio agli oltre 300 partecipanti uccisi tre anni prima.
Dall'inizio della guerra a Gaza il 7 ottobre 2023 a oggi, il dipartimento di riabilitazione del ministero della difesa israeliano ha preso in cura circa 30.000 soldati feriti. Il 63% soffre di disturbi mentali e post-traumatici e il 37% di lesioni fisiche. Lo riferisce il «Times of Israel».
Secondo quanto riportato, il 47% sono giovani di età pari o inferiore a 30 anni, le donne rappresentano l'8% del totale e il 62% sono riservisti.
Il dipartimento assiste in totale, per tutti i conflitti, a oggi 91.200 persone, di cui 42.500 con disturbi mentali e post-traumatici, che costituiscono circa il 46% di tutti i pazienti.

