La Cina risponde a Fauci: “Nessun contagio a fine 2019”
Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha commentato la richiesta del principale epidemiologo Usa Anthony Fauci sulle cartelle cliniche di nove persone i cui disturbi potrebbero essere una prova che il Covid-19 sia fuggito dal laboratorio di Wuhan
Redazione
La Cina risponde a Fauci: “Nessun contagio a fine 2019”
Wikimedia commons

L’istituto di virologia di Wuhan “ha rilasciato una dichiarazione il 23 marzo in cui precisa che al 30 dicembre 2019 il laboratorio non era stato esposto al nuovo coronavirus”.

Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha commentato la richiesta del principale epidemiologo Usa Anthony Fauci sulle cartelle cliniche di nove persone i cui disturbi potrebbero essere una prova che il Covid-19 sia fuggito dal laboratorio di Wuhan. “Speriamo che gli Usa adottino un atteggiamento scientifico e cooperativo come quello della Cina, invitando gli esperti dell’Oms a svolgere le ricerche sulla tracciabilità del virus”.

“Il gruppo di esperti congiunto Cina-Oms ha visitato il Centro provinciale per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive di Hubei, il Centro per il controllo e la prevenzione di Wuhan, l’Istituto di virologia di Wuhan e altre istituzioni, andando anche in vari laboratori di biosicurezza e avendo in modo approfondito e schietto discussioni con esperti scientifici”, ha continuato Wang. Allo stesso tempo, “voglio anche sottolineare che ci sono state sempre più segnalazioni di epidemie e virus comparsi in più di parti del mondo nella seconda metà del 2019. Ci sono vari dubbi sulla base biologica di Fort Detrick negli Usa e sulle oltre 200 istituzioni statunitensi in tutto il mondo”, ha accusato Wang, riprendendo una teoria secondo cui gli Usa avrebbero portato il virus a Wuhan durante i mondiali militari del 2019.

“Il loro vero scopo ha attirato grande attenzione da parte della comunità internazionale”, ha concluso il portavoce nella conferenza stampa quotidiana, auspicando che “gli Usa adottino un atteggiamento scientifico e cooperativo come quello della Cina, invitando gli esperti dell’Oms a svolgere le ricerche sulla tracciabilità del virus”.

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