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Il tycoon: «Lo Stretto di Hormuz prima o poi sarà lo Stretto di Trump»
Ats, Red. Online
29.10.2026 06:44

Foto: © KEYSTONE/AP Photo-Jon Cherry
Il presidente Usa ha ribadito che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare — In Arabia Saudita intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
10:26
Pasdaran: «Tre petroliere in fiamme a Hormuz dopo l'impatto con le mine»
Nelle ultime 24 ore tre petroliere hanno preso fuoco durante il transito nello Stretto di Hormuz in seguito all'urto con alcune mine. Lo afferma la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana citata dai media della Repubblica islamica, tra cui Tasnim.
La Marina ha dichiarato che le imbarcazioni stavano utilizzando una rotta meridionale «non autorizzata» e che, dopo aver preso fuoco, sarebbero state abbandonate lungo le coste meridionali dello Stretto di Hormuz. Tasnim ha riportato che «le petroliere avevano spento tutti i sistemi radar e di navigazione e stavano cercando di percorrere la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti della Marina». La Marina dei pasdaran ha inoltre segnalato un impatto ambientale a seguito dell'incendio.
Le dichiarazioni della Marina giungono dopo che l'agenzia britannica Ukmto ha segnalato una nave in fiamme a Hormuz, senza tuttavia fornire dettagli sulle cause dell'incendio né su eventuali vittime. L'agenzia ha riferito di aver ricevuto la segnalazione dal comandante di un'altra imbarcazione; la nave in fiamme è stata avvistata a nove miglia nautiche (17 chilometri) a nord di Khasab, in Oman, località situata proprio in prossimità dello stretto.
10:08
Elezioni in Israele: 92,7% dei voti scrutinato, il quadro dei blocchi non cambia
Con il 92,7% dei voti scrutinato, il quadro dei due blocchi emerso dalle elezioni in Israele non cambia. Ra'am perde un seggio a favore della Lista Unita e scende a 7 seggi. La Lista Unita ha 12 seggi. Il Likud registra 26 seggi, Yashar 21, Insieme 12, i Democratici 8, Yisrael Beiteinu, Otzma Yehudit (Ben Gvir) e Shas 7 ciascuno. Sionismo Religioso (Smotrich) e Zehuta con 6 seggi.
Winter, Handel e Zelicha non superano ancora la soglia di sbarramento. La coalizione ottiene 53 seggi, il Blocco del Cambiamento 48 e i partiti arabi 19.
10:08
Erdogan discute con Trump dei conflitti Mosca-Kiev, Yemen e Hormuz
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo americano Donald Trump, sottolineando la necessità di trovare soluzioni diplomatiche per il conflitto tra Russia e Ucraina e per le crisi nello Stretto di Hormuz e in Yemen.
«Il Presidente Erdogan ha sottolineato che, nell'ambito dell'Alleanza di difesa congiunta della Mecca», ovvero il patto di mutua difesa siglato tra Turchia, Pakistan e Arabia Saudita, «seguiamo con attenzione gli sviluppi nello Stretto di Hormuz e nello Yemen, impegnandoci a favore di una risoluzione delle problematiche basata sulla diplomazia», si legge in un comunicato dell'ufficio del capo di Stato turco riguardo alla telefonata, dove Erdogan ha dichiarato che «la Turchia è pronta a contribuire agli sforzi volti a rilanciare il processo diplomatico tra Ucraina e Russia, al fine di porre fine al conflitto attraverso tale percorso».
Secondo la nota, «il presidente degli Stati Uniti Trump ha rivolto le proprie congratulazioni al Presidente Erdogan e al popolo turco in occasione della Festa della Repubblica, esprimendo inoltre l'augurio di un esito positivo per l'imminente vertice dell'Organizzazione degli Stati Turchi», che si svolgerà oggi e domani ad Ankara.
08:51
Israele, finora sono state conteggiate 29.000 «doppie buste» su oltre 400.000
Secondo gli esperti citati dal portale, è improbabile che il conteggio finale delle doppie buste modifichi in modo significativo le attuali proiezioni sull'assegnazione dei seggi
Finora, in Israele sono state scrutinate poco più di 29.000 «doppie buste» (ossia le schede degli elettori che hanno votato da ospedali, zone di guerra o i diplomatici dall'estero), su un totale stimato di oltre 400.000. Lo riferisce Ynet secondo cui il partito Likud del premier Benjamin Netanyahu è in testa tra queste schede, con il 18,5% dei voti finora conteggiati, seguito dal movimento «Yashar» di Gadi Eisenkot con il 15,6%.
Secondo gli esperti citati dal portale, è improbabile che il conteggio finale delle doppie buste modifichi in modo significativo le attuali proiezioni sull'assegnazione dei seggi. Ynet riferisce inoltre che la Commissione elettorale centrale stima che lo spoglio dei voti sarà completato entro questo pomeriggio.
La Polizia israeliana respinge le accuse frode di Likud ai partiti arabi
La polizia israeliana smentisce le affermazioni del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui le elezioni sarebbero state «rubate» dai partiti arabi. «La giornata elettorale si è svolta con pochissimi episodi irregolari che abbiano riguardato l'integrità del voto, persino se confrontata con le elezioni precedenti», ha dichiarato una fonte della polizia a diversi organi di stampa in lingua ebraica, secondo quanto riportato dal Times of Israel. «È importante sottolineare che non esistono prove, né di natura investigativa né di intelligence, a sostegno di tali accuse», ha aggiunto la fonte. Ieri, anche un funzionario della Commissione elettorale centrale (Cec) aveva respinto le denunce di brogli.
Mentre lo scrutinio è ancora in corso, i partiti arabi hanno ottenuto 19 seggi nelle elezioni di martedì, a fronte di un'affluenza senza precedenti da parte della comunità araba.
Prima del voto, i media in lingua ebraica avevano riferito che il Likud intendeva contestare i risultati provenienti dalle località arabe e sostenere che le elezioni fossero state «rubate» nel caso in cui Netanyahu non avesse vinto; il partito aveva infatti preparato in anticipo una serie di reclami e accuse di brogli.
06:45
Il punto alle 6:45
Donald Trump ha evocato la possibilità di rinominare lo Stretto di Hormuz in suo onore, ribadendo al contempo che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare. «Abbiamo dato un nome al Golfo d'America. Abbiamo dato un nome a un lago incantevole, il lago Ontario, che ora si chiama lago America. E c'è lo Stretto di Hormuz... prima o poi lo chiameremo Stretto di Trump», ha dichiarato il presidente statunitense durante un comizio in Ohio, assicurando che il petrolio è tornato a scorrere «come non mai» attraverso lo stretto.
Intanto, in Arabia Saudita, la coalizione guidata da Riad ha annunciato di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi e diretto verso la parte orientale del Paese. «I sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica degli Houthi nell'area orientale della regione», ha scritto su X il portavoce della coalizione, Turki al-Malki.

