

Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 anno non ha garantito la sicurezza, sufficienti aiuti umanitari o un percorso credibile verso la ripresa e la pace. È quanto ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla vigilia del terzo anniversario dell'attacco di Hamas contro Israele, rendendo omaggio alle vittime del 7 ottobre e chiedendo la fine delle sofferenze dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
Dopo aver definito un «attacco terroristico efferato e su vasta scala» quello organizzato da Hamas, Guterres ha aggiunto che «le devastanti ostilità che ne sono seguite hanno inflitto sofferenze indicibili ai palestinesi di Gaza, tra cui un'enorme perdita di vite umane, sfollamenti e distruzioni». «Le loro sofferenze devono finire ora», ha sottolineato.
Secondo le Nazioni Unite il paradosso di questo anniversario risiede nel fatto che un cessate il fuoco è in vigore da quasi un anno. L'accordo raggiunto il 10 ottobre 2025, su impulso del presidente americano Donald Trump, afferma l'ONU, ha posto fine ai combattimenti più intensi e, al termine della sua prima fase, ha consentito il rilascio degli ultimi ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi, ma la pace promessa non si è concretizzata.
«Gli attacchi israeliani continuano: almeno 1'358 palestinesi sono stati uccisi nell'enclave dall'entrata in vigore del cessate il fuoco. La ricostruzione, nel frattempo, è appena iniziata. Più di un milione di persone vive ancora in precari campi profughi, mentre le famiglie tornano negli edifici danneggiati rischiando di vederli crollare».
La seconda fase del piano americano, insiste l'ONU, avrebbe dovuto prevedere il disarmo di Hamas, il graduale ritiro delle forze israeliane, una nuova governance palestinese e la ricostruzione di Gaza. «A quasi un anno dall'accordo, questi progetti rimangono in gran parte fermi».
Secondo Guterres, a tre anni dal 7 ottobre il compito urgente non è più solo quello di fermare una guerra che ha già devastato Gaza e scosso Israele, ma di impedire che un cessate il fuoco senza una soluzione politica si trasformi in un'altra forma di conflitto permanente.
Gli Houthi hanno affermato ieri a tarda sera di aver colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno.
Gli attacchi, condotti soprattutto con droni, missili balistici e da crociera, «hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad», ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, aggiungendo che sono stati colpiti anche «la raffineria di Aramco a Rabgh» e siti militari e aeroporti nel sud del paese.
Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram
Da parte sua la coalizione a guida saudita in Yemen ha dichiarato di aver colpito «obiettivi militari» appartenenti agli Houthi a Hodeidah, sulla costa del Mar Rosso.
Il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, ha comunicato su X che le forze navali hanno «distrutto depositi di armi, strutture per lo stoccaggio di imbarcazioni cariche di esplosivo e mine navali» e hanno «sventato un attacco pianificato» contro le rotte marittime nel Mar Rosso meridionale.
Le forze armate yemenite hanno riferito ieri sera di aver effettuato oltre 1'000 attacchi e di aver avviato un'offensiva contro la capitale Sana'a, in mano agli Houthi.
Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram. Sarebbero state pubblicate immagini dall'interno di uno degli aerei che ha ricevuto l'avviso di non atterrare all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad.
Nel frattempo, le forze militari israeliane hanno effettuato un'incursione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, in Cisgiordania, e hanno arrestato un giovane dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione, stando a quanto riporta l'agenzia Tasnim sul suo profilo Telegram. Il campo di Balata è il più grande della Cidgiordania e si trova alla periferia di Nablus.