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Donald Trump conferma: «Ho respinto la proposta dell'Iran»
©Jacquelyn Martin
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14 ore fa
«Hanno fatto un proposta per una tregua, l'ho respinta» ha detto il presidente USA, confermando le indiscrezioni del Wall Street Journal – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
6 minuti fa
«Questa affermazione è falsa»

«Questa affermazione è falsa». Con queste parole l'Ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha replicato stasera a The Atlantic, che citando fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, aveva scritto che il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre su un possibile attacco di Hamas.

«Questa affermazione è falsa. Era già stata smentita all'epoca e viene ora riproposta per manipolare l'opinione pubblica israeliana», si legge nella nota dell'ufficio del premier israeliano.

«L'11 ottobre 2023, l'Egitto ha ufficialmente smentito di aver avvertito Israele dell'attacco del 7 ottobre. Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha né incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano. Nessun funzionario dell'intelligence israeliana ha trasmesso un simile avvertimento al primo ministro. Le falsità riproposte non diventano verità, per quanto vengano ripetute», conclude la nota.

2 ore fa
Trump dice no al piano iraniano e pensa a nuovi raid dopo le elezioni

Il presidente americano Donald Trump boccia il piano inviatogli dall'Iran nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz e riprendere i negoziati in una settimana e - secondo indiscrezioni del «Wall Street Journal» - pensa una nuova escalation una volta passate le elezioni di metà mandato, quando avrà le mani più libere e la sua azione non peserà più sulle urne.

«Hanno presentato una proposta, io l'ho rifiutata», ha confermato il commander-in-chief dopo aver pubblicato, in una nuova provocazione contro Teheran, una mappa di Hormuz ribattezzato col suo nome: «Stretto di Trump».

L'Iran negli ultimi giorni aveva proposto un piano di sette giorni per porre fine a tutte le ostilità, riaprire Hormuz e avviare subito dopo colloqui approfonditi sul nucleare. In cambio Teheran aveva chiesto la rimozione del blocco navale americano, il rilascio di parte degli asset iraniani congelati e la rimozione delle sanzioni alle esportazioni del petrolio. Tutte condizioni che Trump non sembra disposto ad accettare, convinto che una pressione economica senza precedenti costringerà Teheran a capitolare alle sue richieste.

L'Operation Economic Outcast lanciata da Washington va proprio in questa direzione: privare l'Iran di tutte le entrate e piegare il paese fino alla resa. Un obiettivo non facile da raggiungere però, visto che la Cina è il maggiore acquirente di petrolio iraniano, essenziale per alimentare la crescita del Dragone, la seconda potenza economica al mondo.

L'Iran «vuole raggiungere un accordo per aprire immediatamente lo Stretto, perché sta subendo perdite pesantissime, stanno morendo», ha riferito Trump parlando di 29 navi transitate solo la scorsa notte. «Vogliono un accordo e per me va bene. Anche a me piace fare accordi, ma quell'intesa sarebbe inaccettabile», ha spiegato.

Con i suoi consiglieri, il presidente si sarebbe spinto anche a ipotizzare una ripresa degli attacchi. Il presidente americano è infatti scettico sulla possibilità che, alla fine, Teheran esaudisca le sue richieste e per questo ritiene probabile che i raid riprenderanno dopo le elezioni di midterm.

Proprio nei giorni scorsi è tornato a minacciare, dal palco dell'Assemblea generale dell'ONU, la distruzione dell'Iran ma senza entrare nei dettagli. L'idea di una guerra totale non gli piace, ma una ripresa dei bombardamenti insieme agli effetti della morsa economica potrebbero essere la via per piegare davvero il regime.

Nonostante la retorica, le trattative comunque continuano dietro le quinte tramite i mediatori, anche sul nucleare. Un funzionario americano, parlando con Axios, ha descritto i colloqui come «positivi e costruttivi». Qatar e Pakistan stanno ancora mediando tra Washington e Teheran ma «non abbiamo più fiducia negli Stati Uniti dopo gli attacchi e le sanzioni seguiti a ogni negoziato», ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aprendo, in un'intervista a CBS, alla possibilità di consentire il ritorno nel paese degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

Al momento il nodo più complesso da sciogliere resta quello di Hormuz. Al di là delle dichiarazioni pubbliche, Trump lo vorrebbe riaperto il prima possibile per allentare quella pressione sui prezzi dell'energia che sta alimentando i malumori degli americani in vista delle elezioni di novembre.

L'Iran sullo Stretto invece non intende cedere, perché lo considera una delle leve maggiori a sua disposizione contro gli Stati Uniti. «La crisi legata allo Stretto è possibile risolverla solo attraverso i negoziati - ha messo in evidenza Pezeshkian -, non con l'uso della forza».

3 ore fa
Guerra in Medio Oriente, l'Arabia saudita all'Onu: «La comunità internazionale è assente»

Il principe saudita Faisal bin Farhan Al-Saud, ministro degli esteri di Riad, nel suo discorso davanti all'Assemblea generale dell'ONU ha denunciato l'assenza della comunità internazionale sulla guerra in Medio Oriente.

L'Arabia Saudita, le cui esportazioni di petrolio sono gravemente colpite dagli sviluppi negli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb legati al conflitto, ha anche chiesto di proteggere la libertà di navigazione.

«La protezione della navigazione internazionale e delle catene di approvvigionamento è una responsabilità condivisa che richiede una seria cooperazione internazionale», ha detto, citando i due stretti nonché il Golfo di Aden e il Mar Rosso.

7 ore fa
Trump conferma: «Ho respinto la proposta dell'Iran»

Donald Trump conferma di aver respinto la proposta dell'Iran per un tregua di sette giorni. Lo afferma il presidente americano prima di partire per il Tennessee. «Hanno fatto un proposta, l'ho respinta», ha detto. Il Wall Street Journal aveva anticipato la decisione dell'80enne.

8 ore fa
Pezeshkian: «Non ci fidiamo degli USA»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato ad Al Jazeera che Qatar e Pakistan stanno ancora mediando tra Washington e Teheran, ma che il suo paese ha perso fiducia negli Stati Uniti come partner negoziale.

«Non abbiamo più fiducia in Washington dopo gli attacchi e le sanzioni seguiti a ogni negoziato», ha affermato Pezeshkian in un'intervista. «Qatar e Pakistan stanno attualmente mediando tra Iran e Stati Uniti e trasmettendo i nostri messaggi a Washington».

Secondo Pezeshkian, i colloqui si basano sul memorandum firmato a giugno, poi naufragato a causa di controversie sullo Stretto di Hormuz. «Risolvere la crisi legata allo stretto è possibile solo attraverso i negoziati, non con l'uso della forza», ha detto.

10 ore fa
Esercito Iran: «Se gli USA ci attaccano colpiremo le loro basi»

«Nel caso in cui gli Stati Uniti commettessero un errore nei confronti dell'Iran, tutte le loro basi operative e i loro interessi nella regione saranno oggetto di attacchi continui, efficaci e dolorosi, senza alcun vincolo o riserva».

È quanto si legge in una dichiarazione rilasciata oggi dal Quartier Generale Centrale di Khatamolanbiya (la più alta unità di comando delle forze armate dell'Iran, ndr.), riportata dall'agenzia iraniana Mehr.

«Qualsiasi decisione degli Stati Uniti di sferrare nuovi attacchi contro l'Iran deve tenere conto del fatto che la regione non è costituita da un unico campo di battaglia; il Golfo Persico, il Mar Rosso, le basi statunitensi e altre località della regione potrebbero tutte essere colpite dalle conseguenze di uno scontro diretto», ha aggiunto.

«Le forze armate iraniane sono pronte ad affrontare qualsiasi scenario e qualsiasi errore di valutazione da parte del nemico sarà contrastato con una risposta decisa e massiccia. Qualora le nazioni della regione - persistendo in una politica ambigua nei confronti dell'Iran - si allineassero a un atto di aggressione da parte del 'Grande Satana' (riferendosi agli Stati Uniti), verrebbero tutte considerate complici di questo atto di malvagità e non potrebbero più aspettarsi moderazione o tolleranza da parte delle potenti forze armate iraniane», ha concluso il Quartier Generale Centrale dell'esercito iraniano.

12 ore fa
L'IDF ha attaccato villaggi nel sud del Libano

Nelle prime ore di questa mattina le forze israeliane hanno bombardato alcune zone del Libano meridionale, tra cui Mansouri, Majdal Zoun e Wadi Hassan, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa nazionale libanese Nna citata da Haaretz.

La stessa fonte ha anche riferito che, dopo mezzanotte, le forze israeliane hanno effettuato raid nelle città di Baraachit e Haddatha. Secondo quanto riportato, sono stati avvistati anche aerei da combattimento israeliani che sorvolavano a bassa quota la città costiera di Tiro e le città e i villaggi circostanti.

12 ore fa
Intercettati droni degli Houthi diretti verso Riad

La coalizione guidata dall'Arabia Saudita afferma che le sue difese aeree hanno intercettato e distrutto due droni lanciati dagli Houthi in direzione di Riad. Lo riferisce Al Jazeera. Il portavoce della coalizione ha annunciato l'intercettazione in un post su X, confermando che i droni sono stati colpiti e distrutti con successo.

14 ore fa
Il Pentagono rivede al rialzo il bilancio dei feriti in Iran a 861

Il bilancio dei feriti nella guerra in Iran è stato rivisto al rialzo a 861 dal Pentagono senza fornire spiegazioni. Lo riporta il Washington Post. Nel corso della settimana il numero è aumentato di 37 unità, di cui 29 marinai e otto Marine. Più della metà dei casi è classificata nell'ambito di «operazioni avvenute all'estero» a partire dall'inizio della tregua di luglio fra Stati Uniti e Iran. In precedenza, il conteggio rientrava nell'operazione Epic Fury.

15 ore fa
Pezeshkian: sì all'ingresso in Iran degli ispettori nucleari dell'ONU

In un'intervista alla CBS News, Pezeshkian ha affermato che l'Iran potrebbe consentire il ritorno degli ispettori nucleari dell'ONU. Quando gli è stato chiesto delle precedenti restrizioni imposte agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) delle Nazioni Unite e se ora sarebbe stato loro consentito l'accesso, ha risposto che la dichiarazione era «corretta», aggiungendo: «Se desiderano entrare ed effettuare ispezioni, possiamo raggiungere accordi e intese su questo specifico argomento nell'ambito dei negoziati».

15 ore fa
«L'intelligence egiziana aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre»

Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre su un possibile attacco di Hamas. Lo riporta The Atlantic citando fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, secondo le quali il 26 settembre 2023 Kamel era volato a Tel Aviv e aveva messo in guardia sul fatto che Hamas sembrava mobilizzarsi. Il margine di tempo per scongiurare un attacco stava stringendo e Kamel aveva raccomandato ai funzionari israeliani di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per evitare il conflitto. Kamel non aveva fornito una data esatta per l'attacco, e non è chiaro con chi si sia incontrato.

15 ore fa
Il punto alle 8

Donald Trump ha respinto il piano iraniano per un tregua di sette giorni a ha riferito ai suoi collaboratori che intende riprendere a bombardare l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo il quale la proposta iraniana avrebbe portato alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla ripresa dei negoziati sul nucleare, in cambio della revoca del blocco americano.