Il caso
Corsa all'IA, la bolla sta per esplodere?
Redazione
06.11.2026 22:40

Foto: © Yuki Iwamura
Dopo il «giovedì nero» per le borse mondiali, trascinate in basso dal tracollo delle big tech americane, fari puntati sulla tenuta del settore dell'IA – Semplice turbolenza o rischio più profondo? Trump punta il dito contro la vittoria dem – Ne abbiamo parlato con il vicedirettore del Corriere del Ticino, Generoso Chiaradonna
Il quadro generale. Ieri le big tech statunitensi hanno perso complessivamente oltre
1.000 miliardi di dollari, segnando la peggiore seduta a Wall Street
dall'aprile 2025. Tesla è prima nella classifica dei ribassi, seguita
da Nvidia, Meta e Microsoft.
Mentre gli investitori cercano di capire se il
crollo sia stato un episodio isolato, Trump ha puntato il dito contro la vittoria dei Democratici. Al di là della polemica politica, si riapre una domanda insistente: la corsa all'intelligenza artificiale può mantenere certi ritmi? E fino a quando gli investitori saranno disposti a finanziarla?
L'analisi. «Non si tratta di una turbolenza passeggera» spiega Generoso Chiaradonna, vicedirettore del CdT. «La correzione forte che c'è stata è un segnale chiaro al settore dell'IA, soprattutto ai titani della big tech. Un segnale molto forte da parte del mercato e, di solito, i mercati finanziari non votano, non hanno un giudizio politico. Qui invece c'è stata la percezione di un cambio di passo dal punto di vista della regolamentazione».
Gli interrogativi. Ma l'America si può davvero permettere di diventare più restrittiva nel settore dell'IA? «C'è anche la volontà dei cittadini americani da tenere in conto. E se non se la sentono di sostenere questi cambiamenti e di accettarli, bisogna considerare la volontà popolare».

