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Il grande mulino che non c’è più
Ieri sera un violentissimo incendio ha divorato il Mulino di Maroggia, il più grande mulino ticinese sul territorio, ne ripercorriamo la storia in immagini
Redazione

Un pezzo di storia che se ne va. Il Mulino è stato infatti divorato dalle fiamme. Alle 17:00 di ieri, per cause ancora sconosciute, è scoppiato il rogo all’interno di una delle strutture più emblematiche del Canton Ticino: il Mulino di Maroggia. I lavori di spegnimento sono ancora in corso questa mattina, come si può vedere in questo video.

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Ripercorriamo insieme alcune delle tappe principali per la creazione del più grande mulino ticinese che ha saputo macinare, per ogni giorno fino ad oggi, 50 tonnellate di grano.

Scarico di frumento agli inizi del 1900 sulla Gottard Bahn - Foto il mulino di Maroggia.
Scarico di frumento agli inizi del 1900 sulla Gottard Bahn - Foto il mulino di Maroggia.

Il Comune di Maroggia è da sempre legato all’attività molitoria, già nel 1800, infatti era attivo il mulino Raggi poi rilevato nel 1888 dalla famiglia Stadlin. Negli anni i lavori sono stati continui, la riseria acquistata nel 1904 venne poi demolita per costruire un silo in legno, probabilmente oggi finito tra le fiamme.

I magazzini nel 1931 - Foto il mulino di Maroggia
I magazzini nel 1931 - Foto il mulino di Maroggia

La produzione del nuovo mulino iniziò nel 1924 e fra gli anni 1940-1950, la struttura fu ingrandita, costruendo poi un secondo silo, quest’ultimo in cemento. È nel 2017 che viene ristrutturata la parte più antica dello stabilimento, quella che inizialmente ospitava la riseria, a vantaggio di un magazzino per prodotti confezionati più grande e pratico.

Trasporto cascami nel 1930 - Foto il mulino di Maroggia
Trasporto cascami nel 1930 - Foto il mulino di Maroggia

Non è la prima volta che un evento di grande portata colpisce il Mulino. Si pensi che nel 1998 una violentissima grandinata concentrata su Maroggia e la bassa valle della Mara, seguita da un nubifragio allagò completamente il mulino rendendo inservibili i macchinari, distruggendo le scorte dei prodotti finiti e recando gravi danni agli immobili.

Vista esterna del mulino nel 1931 - Foto il mulino di Maroggia
Vista esterna del mulino nel 1931 - Foto il mulino di Maroggia

Il proprietario Luigi Fontana decise così di ristrutturare completamente il mulino, grazie anche alla motivazione data dall’intenzione del figlio Alessandro di mantenere viva l’attività di famiglia, il cui passaggio di testimone risale agli ultimi anni.

Alessandro Fontana, titolare del Mulino di Maroggia, con il padre Luigi Fontana. Foto CdT/Chiara Zocchetti
Alessandro Fontana, titolare del Mulino di Maroggia, con il padre Luigi Fontana. Foto CdT/Chiara Zocchetti

Il mulino, diventato completamente automatizzato, impiega una quindicina di persone e disponeva di un moderno laboratorio per l’analisi dei cereali. Oltre alla produzione di farine, di fondamentale importanza per il settore della panificazione in Ticino, i sottoprodotti rifornivano il settore foraggero del nostro cantone.

Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti

Negli ultimi anni hanno riscosso particolare successo anche i corsi di panificazione organizzati nella struttura dai panettieri della regione.

Il grande mulino che non c’è più

Gli spazi del mulino ristrutturato, in particolare le grandi sale, sono stati anche dedicati ai visitatori e, soprattutto agli eventi come matrimoni, mostre d’arte o congressi.

Una mostra artistica del 2002. Foto CdT/Fotogonnella
Una mostra artistica del 2002. Foto CdT/Fotogonnella
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