Luca Paltenghi
Ticino: il coraggio di guardare avanti
Redazione
24.03.2023 08:02

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Da ormai
troppo tempo sentiamo parlare di bassi salari in Ticino, di precarietà, di
sottoccupazione, di effetto sostituzione, di “fuga dei cervelli” oltre
Gottardo. Da troppo tempo la politica assiste al lento declino del Cantone,
ogni area politica arroccandosi sulle sue posizioni (“È colpa dei datori di
lavoro” vs “È colpa dei frontalieri”) senza che concretamente si faccia
qualcosa per arginare il problema, i cui effetti si vedranno purtroppo ancora
per lunghi anni.
Avanti con
Ticino & Lavoro è nato da due movimenti politici che hanno messo al centro
della campagna elettorale il mondo del lavoro nelle sue più ampie
sfaccettature, i problemi e le necessità di riforme: la presenza massiccia di
frontalieri, da tempo non più nei settori dove i residenti non vogliono
lavorare, ma anche nel terziario (ingegneri, architetti, avvocati, impiegati di
commercio, fiduciari, contabili), la riforma degli Uffici regionali di
collocamento, una riforma dell’orientamento scolastico e della formazione
professionale. Da nove anni Ticino & Lavoro si impegna attivamente a titolo
volontario nel mettere in relazione datori di lavoro con residenti alla ricerca
di lavoro e ha contribuito a trovare un impiego a tantissime persone.
Se il popolo
ticinese lo vorrà, Avanti con Ticino & Lavoro porterà nelle istituzioni
cantonali alcune proposte concrete per superare le anacronistiche posizioni
destra-sinistra, perché è chiaro a tutti che ad esempio il salario minimo, per
quanto giusto e necessario, non è che una toppa su un paio di pantaloni ormai
rotti e che la rescissione degli accordi di libera circolazione, per quanto
personalmente auspicata, è ormai cosa impossibile: i pantaloni rotti dovremo
tenerceli ancora. Le soluzioni per creare 10'000 posti di lavoro ben pagati
entro il 2027 però ci sono.
I partiti e i
loro rappresentanti, in seno in particolare al Consiglio di Stato e alla
Deputazione alle Camere federali, dovranno battersi affinché il Ticino venga
“indennizzato” per i danni causati dalla libera circolazione, tramite la
creazione o la decentralizzazione di posti di lavoro di qualità
dell’Amministrazione federale e delle ex regie federali, favorendo un aumento
dei residenti occupati e il relativo indotto economico per le casse pubbliche
(più consumi, più imposte pagate e meno sussidi).
Il dialogo e il consenso andranno inoltre costruiti su una ridefinizione
della perequazione intercantonale, la quale deve tenere conto degli effetti
indesiderati della vicinanza alla frontiera di Cantoni come il Ticino, ma anche
come Ginevra o Giura. che seppur in misura diversa incontrano lo stesso tipo di
problema. Ciò permetterebbe un ulteriore aumento di posti di lavoro.
Infine il Canton Ticino dovrebbe battersi affinché importanti aziende
private scelgano il Ticino come sede o come importante luogo di lavoro,
sovvertendo quelle dinamiche che negli anni hanno invece fatto sì che i posti
di lavoro venissero spostati a Zurigo, Berna o altrove, venendo occupati da
italofoni residenti oltre Gottardo con pochi o nessun legame con la realtà
ticinese. L’esempio che ciò è possibile lo ha dato la piccola città di Bulle,
nel Canton Friborgo, che oltre ad aver visto crescere negli anni la sua zona
industriale e dei servizi, ha fatto il “colpo grosso” convincendo Rolex ad
investire un miliardo di franchi nella costruzione di un nuovo polo industriale
che impiegherà fino a 2’000 persone.
Per ottenere questi obiettivi occorre che le forze politiche smettano di
“guardarsi in cagnesco” e collaborino, occorre avere il coraggio di guardare
avanti per dare prospettive migliori ai giovani che terminano gli studi e
vogliono tornare o rimanere in Ticino e per garantire alle famiglie posti di
lavoro sicuri e con salari adeguati. Noi guardiamo avanti, Avanti con Ticino
& Lavoro.
Luca Paltenghi, candidato al
Gran Consiglio Avanti con Ticino & Lavoro

