Massimiliano Ay
Sovranità alimentare e sostegno ai contadini
Redazione
29.03.2023 06:16

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Una delle conquiste di
cui, come deputato uscente del Partito Comunista (PC), vado maggiormente fiero
è quella relativa all’introduzione, fra gli obiettivi sociali della
Costituzione cantonale, del principio della sovranità alimentare. Depositata
nel 2018 questa mia iniziativa parlamentare è stata approvata prima dal parlamento
e poi, in votazione popolare, da oltre il 62% della cittadinanza ticinese. Si
tratta ora però di monitorarne attentamente la sua applicazione: benché sia un
obiettivo sociale, infatti la sovranità alimentare rappresenta un vincolo
costituzionale cui l’ente pubblico deve prestare attenzione nelle sue scelte in
ambito certamente alimentare ma, più in generale, agricolo. Lo ha peraltro
ricordato lo stesso Consigliere di Stato Christian Vitta intervenendo in Gran
Consiglio nel tentativo di dissuadere dall’approvare la proposta.
Arrestare la perdita di
terre coltive, privilegiare le filiere corte, rilanciare la formazione
professionale nel settore primario, riequilibrare i rapporti tra le grandi
aziende agricole e i piccoli contadini, ecc. sono tutti elementi che figurano
nel programma con cui il PC si presenta all’appuntamento con le urne. L’impegno
del Partito Comunista nel connettere due mondi che finora hanno faticato a
dialogare, contadini da un lato ed ecologisti dall’altro, continuerà anche
nella prossima legislatura. Memori del fatto che il nome con cui Pietro Monetti
fondò il nostro Partito nel lontano 1944 era “Partito Operaio e Contadino
Ticinese” (dal 1963 Partito del Lavoro e dal 2007 Partito Comunista ), siamo
convinti che, in particolare a sinistra, occorra avere il coraggio di tornare a
occuparsi del mondo agricolo e abbandonare certe tendenze “liberal” e “radical
chic” che caratterizzano certo ambientalismo fin troppo urbano-centrico.
L’ecologismo deve
insomma distanziarsi dalle mode “green” (e l’inglese non è usato a caso!) non
solo per riconnettersi con chi si sporca le mani lavorando la terra garantendo
l’approvvigionamento alimentare del Paese, ma anche restare ancorato a una
lettura di classe della stessa questione ambientale: mai più dovremo avere a
che fare con obbrobri anti-sociali come la Legge sul Co2 che il popolo ha
giustamente respinto. La transizione ecologica non deve essere insomma pagata
dai lavoratori e dai ceti popolari! Lo stesso dicasi per chi non si rende conto
del problema che il lupo rappresenta per gli allevatori e per il territorio: i
comunisti sono ormai gli unici a sinistra a chiederne il contenimento!
Ma se abbiamo raggiunto
un primo passo con la sovranità alimentare dovremo impegnarci ora per
raggiungere anche la sovranità energetica. Non per forza significa ricorrere al
nucleare, come si tende a pensare a destra, ma anzitutto va sostenuta la
produzione indigena di fonti rinnovabili, con un aumento della percentuale di
approvvigionamento di AET da fonti di energia pulita e lo sviluppo di comunità
energetiche di autoconsumo.
Massimiliano Ay, candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio per il Partito Comunista

