Martino Marconi
Sguardo sulla campagna elettorale: le tre sinistre ticinesi e le loro differenze
Redazione
14.03.2023 14:48

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Vedendo il dibattito tra Samantha Bourgoin (Verdi) e Angelica Lepori Sergi
(MPS) andato in onda la scorsa settimana non ho potuto che
provare un profondo sconforto nell’osservare le condizioni in cui versa la
cosiddetta area progressista ticinese. In quello scontro tra due delle tre
sinistre che operano nel nostro cantone si è potuto osservare il peggio che
queste due forze hanno da offrire. Prima di addentrarci nei vari punti che
vorrei toccare è però importante capire cosa si intende quando si parla di
sinistra in Ticino: esiste una “prima” sinistra, quella riformista composta da
PS e Verdi, che da anni è ormai incapace di intercettare il sentimento
popolare, rinchiudendosi nella sua torre d’avorio in cui declama la sua
presunta superiorità morale incentrata su dei valori che sono incapaci di
tradurre in pratica, ed esiste una “seconda” sinistra, quella parolaia e
urlatrice di MPS, che sbraita il più possibile per farsi sentire ed avere
risonanza mediatica. Sulla terza sinistra arriveremo dopo.
Il dibattito citato in apertura è stato per la “prima” sinistra un
fallimento su tutta la linea: Bourgoin ha, nell’ordine, affermato che il
salario minimo sociale a 4'000 franchi è inattuabile, glissato sulle pensioni dei
dipendenti dello Stato, spiegato la sua ricetta per aumentare i frontalieri e
sostenuto il decreto Morisoli, probabilmente pensando di fare dell’ironia che
le è proprio mal riuscita. Niente male per essere la candidata al Consiglio di
Stato di un partito che sostiene l’opposto di quanto da lei detto. In tutto
questo non ha nemmeno perso l’occasione di dare il suo endorsement alla
“seconda” sinistra, affermando che non è vero (al contrario di quanto andrò a
dire e dimostrare tra poco) che l’opposizione di MPS è distruttiva, ma che anzi
lei stessa sostiene le proposte di MPS. Chissà se i Verdi consentono la doppia
tessera?
Lepori Sergi dal canto suo, ricevuto l’assist migliore possibile, non ha
perso occasione per stravolgere la realtà e dare un’immagine candida e
verginale di MPS, cosa assolutamente falsa considerando le responsabilità che
lo stesso movimento ha sulle spalle. Ma secondo la granconsigliera per il
socialismo, quali sono gli esempi che dimostrerebbero la propositività di MPS?
In primo luogo ha affermato dogmaticamente che il partito farebbe un’opposizione
propositiva e poi ha menzionato la proposta di un’imposizione più forte sui
patrimoni superiori al milione di franchi. La prima cosa è semplicemente falsa
se andiamo a vedere la qualità del lavoro parlamentare di MPS: infatti numerose
delle loro “proposte” sono iniziative in cui propongono di togliere una o due
paroline da un articolo di legge senza nessuna motivazione o spiegazione,
portando così temi anche giusti incontro a una sicura bocciatura e bruciandoli
politicamente. È inoltre buffo vedere come anche MPS si è appropriato del
concetto di opposizione propositiva, coniato dal Partito Comunista anni fa,
come del PC è anche la mozione per l’istituzione della tassa dei milionari, che
Lepori Sergi ha cercato di intestarsi. Il gioco è talmente semplice che MPS
deve avere davvero scarsa considerazione dell’intelligenza degli elettori se
pensano ci caschino.
E la “terza” sinistra? La grande esclusa di questo dibattito rappresenta
invece il meglio che la sinistra di questo cantone ha da offrire: il PC,
differentemente dalla “prima” sinistra è una forza popolare che si batte
coerentemente per tutelare gli interessi popolari, e differentemente dalla
“seconda” sinistra fa davvero l’opposizione propositiva e porta a casa anche
numerose vittorie senza andare a piagnucolare sul fatto che la maggioranza
cattiva cattiva non vuole trattare le sue proposte. Nella scorsa legislatura il
PC ha ottenuto vittorie come la sovranità alimentare e il sostegno ai
viticoltori, la garanzia delle giornate autogestite per gli studenti e
l’abolizione del numero chiuso dei corsi passerella. Alle prossime elezioni
cantonali un voto alla “prima” sinistra è un voto che non si sa dove finisce,
visto che a dipendenza degli eletti cambiano le posizioni, mentre un voto alla
“seconda” sinistra è semplicemente un voto buttato: il PC invece si presenta
con un programma preciso e coerente e l’intenzione di perseguirlo al meglio
delle sue capacità avendo dimostrato di saperlo fare; un voto al PC è un voto
per un’alternativa coerente e popolare.
Martino Marconi, candidato al Gran Consiglio per il Partito Comunista

