Samuel Iembo
Operatori di prossimità: un problema cantonale?
Redazione
17.03.2023 08:16

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Quella dell’operatore di prossimità è una professione
ancora troppo trascurata dai servizi sociali delle città del Canton Ticino.
Nonostante sia una necessità avere questi operatori, i posti sono molto pochi e
c’è un enorme divario fra le città. Non esistono particolari linee guida né
un’esperienza abbastanza radicata per permettere ai funzionari di questo
servizio di fare un lavoro sul territorio che sia sufficientemente efficace
nell’intercettare quelle frange di popolazione - in particolare i giovani - in
difficoltà. Il Partito Comunista si era già espresso - nei consigli comunali
dove è presente - per aumentare il numero degli operatori, ma ciò non è
sufficiente a rispondere ai problemi sociali attuali.
Un grande problema è la mancanza di una coordinazione -
ancora prima di un possibile ufficio cantonale centralizzato - fra i vari
servizi sociali di questo tipo nelle città. Si potrebbe, infatti, scambiare le
esperienze con una maggiore connessione fra i vari operatori del territorio, ma
al momento non esiste nulla di simile. Questo fa sì che l’esperienza si
accumuli molto più lentamente e alcune città risentano della difficoltà -
sempre per il numero basso di operatori - di elaborare strategie efficaci e durature.
Nelle realtà più periferiche, poi, è quasi assente questa
figura professionale e non va dimenticato che il cantone è composto da diverse
realtà sociali, con le loro esigenze anche in termini di disagio sociale. Forse
si chiude troppo un occhio sulle zone discoste lasciando ai singoli la
responsabilità di gestire le situazioni difficili, laddove invece dovrebbe
essere lo Stato a farsene carico.
In generale, un discorso sui servizi sociali in Ticino
rischia di scoperchiare un vaso di pandora. Da queste analisi non si discostano
nemmeno le ARP, che soffrono di un’eccessiva comunalizzazione che invece di
valorizzare le differenze strutturali del territorio risulta in stagnazione e
poca efficienza. La recente riforma delle ARP – approvata con il 77,5% di
favorevoli – va nella direzione di migliorare queste problematiche, ma non è
ancora sufficiente. Per risolvere questi problemi il ruolo del Cantone può
essere importante, non tanto per togliere le necessarie autonomie, quanto per
creare una maggiore sinergia, vegliare sull’operato, coordinare le risorse e
livellare maggiormente questo servizio sul territorio. È quindi più che mai
importante cominciare a ragionare in quest’ottica fin da subito.
Samuel
Iembo, candidato al Gran Consiglio per il PC-PO

