Carola Barchi
Non vogliamo più essere vittime
Redazione
08.03.2023 06:48

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"Donne
piccole come stelle, c'è qualcuno che le vuole belle, donna solo per qualche
giorno, poi ti trattano come un porno, donne piccole e violentate, (…) “. Così
cantava, nel 1989, la grande interprete calabra Domenica Berté, in arte Mia
Martini, nel brano “Donna", scritto per lei da un uomo, Enzo Gragnaniello.
Dal 1989 ad
oggi, la presa di coscienza nei media e più in generale in tutta la società,
della piaga della violenza sulle donne, è notevolmente aumentata. Oggi, anche
in programmi ad alto indice di ascolto come il Festival di Sanremo si parla
della violenza sulle donne. Tutto ciò ha probabilmente favorito un aumento
delle denunce delle donne, che sempre più non sono disposte a star zitte
davanti alle violenze che subiscono.
Questo non
vuol dire che l'inaccettabile piaga delle violenze sulle donne sia in alcun
modo sanata. Come ha ben detto Tamara Merlo 10 giorni fa, alla prima
trasmissione elettorale della Rsi (lunedì 27 febbraio), quando ha affermato che
il grande tema è "quello della violenza domestica: in Ticino ogni giorno
abbiamo 3 interventi di polizia per violenza domestica. Non tutte le vittime
sono donne, ma la stragrande maggioranza sì (poi ci sono anche i bambini). Sono
da anni che si chiede il numero telefonico unico per le violenze”. Ancora la
Merlo alla Rsi: "il tempo è scaduto, le donne devono potersi sentire
sicure a casa, sul posto di lavoro, sicure a scuola...".
Come donna
liberalradicale, la penso molto differentemente da Tamara Merlo su molti temi,
ma sul tema della violenza sulle donne sicuramente abbiamo molti punti che ci
possono accomunare.
Oggi la
politica può e deve fare ancora molto per combattere la violenza sulle donne:
dalla creazione (speriamo celere e non fra 3 anni!) del già citato numero
telefonico unico (su scala nazionale) per segnalare le violenze domestiche, ad
una maggiore attenzione nella formazione delle poliziotte e dei poliziotti
sulla violenza sulle donne: si deve permettere a chi spesso è il primo ad
intervenire (la polizia), di avere strumenti e sensibilità specifiche per
affrontare questo tipo di situazioni.
Non solo. È
palese che bisogna lavorare a monte, con campagne informative e di
sensibilizzazione per combattere la violenza sulle donne.
Non va
dimenticato chi opera sul campo, come l'associazione Consultorio e Casa delle
Donne di Lugano, che da anni lavora con le sue operatrici per garantire una
prima accoglienza e un primo intervento per le donne vittime di violenza.
Proprio per questo, abbiamo creato una nuova associazione: "Pane e Rose per
la Casa delle Donne". Quali membri dell'associazione del Consultorio e
Casa delle donne, ci siamo rese conto che era importante creare una nuova
associazione, che avesse come finalità principale quella di raccogliere
finanziamenti sia per la Casa delle donne sia per progetti complementari da
portare avanti, per permettere a chi ha subito violenze di avere una vita
dignitosa grazie ad un'articolata realizzazione di iniziative complementari al
primo aiuto. L'associazione “Pane e Rose” vuole occuparsi, attraverso diverse
attività di raccolta fondi, di realizzare progetti complementari al
fondamentale lavoro della Cassa delle Donne.
Siamo appena
nate come associazione “Pane e Rose”, ma già questo 8 marzo 2023 realizziamo la
nostra prima piccola iniziativa per raccogliere finanziamenti, organizzando una
bancarella a Lugano in Piazza Dante, dove per tutto il giorno offriremo pane e
rose e distribuiremo il nostro opuscolo con tutte le informazioni per sostenere
finanziariamente la nuova associazione.
Carola Barchi, candidata al Gran Consiglio per il PLR

