Rocco Vitale
Mobilità collettiva per più qualità di vita
Redazione
24.03.2023 09:20

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Il traffico motorizzato individuale è fonte di sovraccarico infrastrutturale
ed ambientale ed incide negativamente sulla qualità di vita delle cittadine e
dei cittadini. Soprattutto in Ticino, cantone più motorizzato della Svizzera, è
fondamentale portare sempre più persone verso l’utilizzo di forme di
spostamento che consumano meno risorse (sia in termini energetici che di uso
dello spazio) e che riducono l’inquinamento atmosferico.
Questo è possibile solo se a tutti i livelli istituzionali vengono
perseguite delle politiche coerenti a favore della mobilità sostenibile. È preoccupante
constatare che gli sforzi profusi per promuovere la mobilità pubblica e dolce
vengono vanificati da progetti che creano di fatto degli incentivi per il
traffico su gomma, come l’ostinata volontà di ampliare i parcheggi nei centri
città e di introdurre la terza corsia autostradale tra Lugano Sud e Mendrisio.
Proprio perché la coperta finanziaria è corta urge identificare le priorità di
investimento e non spendere un centesimo in più per quelle “soluzioni” che sono
all’origine dei problemi viari che affliggono il nostro territorio. Tutti i
fondi non legati alla manutenzione delle strade devono perciò essere destinati
allo sviluppo della mobilità collettiva e sostenibile.
Questo significa innanzitutto che la fruizione dei mezzi pubblici va resa
più accessibile economicamente e, per rispondere alla crescita dell’utenza, le
capacità di trasporto ferroviario potenziate attraverso nuovi convogli più
capienti e un aumento delle corse passeggeri. Secondariamente, la mobilità
pubblica deve diventare più ramificata e intermodale, due elementi centrali in
un territorio morfologicamente complesso come il nostro. Infatti, oltre a
raggiungere le zone più discoste (eventualmente introducendo il servizio su
chiamata e le corse serali), una pianificazione territoriale di qualità deve
identificare i nodi intermodali a partire dai quali, per mancanza d’utenza, non
è più ragionevole offrire un sistema di trasporti pubblici performante.
I cosiddetti “Park and Rail” non andrebbero costruiti nei centri, ma proprio in
queste zone limitrofe situate a cavallo tra la periferia urbana e la periferia
vera e propria.
Intragna, primo villaggio delle Centovalli, che in futuro sarà collegato con
Locarno con una cadenza semi-oraria grazie alla tratta ferroviaria potenziata,
potrebbe rientrare in questa categoria. Inoltre, anche un’occupazione più
efficiente dei mezzi di spostamento, che passa attraverso soluzioni che
uniscono il trasporto merci e persone (per riempire ad esempio gli autobus
semivuoti) e la promozione del car-pooling (covetturaggio), contribuirebbe a
contrastare molti ingorghi stradali (praticamente a costo zero).
Occorre infine mettere in evidenza i nessi tra mobilità e politica del
lavoro. Oltre a ridurre i mezzi motorizzati privati su strada è infatti anche
necessario diminuire gli spostamenti pendolari in generale. Da un lato offrendo
salari e condizioni contrattuali concorrenziali con il resto della Svizzera per
favorire l’assunzione di manodopera residente e ridurre la mobilità
frontaliera. Dall’altro concependo soluzioni infrastrutturali innovative come
la messa a disposizione di spazi di lavoro condiviso accoglienti nelle zone
periferiche e nelle valli. Queste due misure trasversali non permetterebbero
soltanto di contribuire al conseguimento dell’obiettivo sopracitato, ma anche
di rispondere ad altre esigenze, nella fattispecie quella di contrastare il
precariato e di dare nuovo slancio alla vita al di fuori dei centri urbani.
Rocco Vitale, candidato al Gran Consiglio per i Verdi del Ticino (Lista
14, n. 89) e co-coordinatore Giovani Verdi del Ticino

