Zeno Casella
Mettere fine ai livelli, tornare ad investire nella scuola: ecco le priorità dei comunisti!
Redazione
27.02.2023 15:46

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A pari capacità,
“gli allievi di estrazione sociale più elevata e di nazionalità svizzera
risultano maggiormente presenti rispetto agli altri allievi nel corso
attitudinale della scuola media. Queste stesse categorie le ritroviamo
successivamente sovrarappresentate al Liceo e appaiono anche più inclini a
ricorrere alle lezioni private”. Tradotto: gli allievi di origine benestante
continuano ad essere avvantaggiati sul piano scolastico, sia durante la
scolarità obbligatoria che in seguito. E non si tratta di illazioni
egualitariste, bensì di dati tratti dal monitoraggio del sistema educativo
ticinese regolarmente realizzato dalla SUPSI.
È per queste
ragioni che il Partito Comunista ha sostenuto con convinzione l’iniziativa
popolare lanciata dai sindacati VPOD e SISA per superare il sistema dei livelli
alla scuola media ed ha approvato in parlamento ogni proposta, anche minima,
per avvicinarsi a questo improrogabile traguardo. In questo, il PC ha
dimostrato la propria serietà e la propria coerenza con il suo programma, a
differenza dei sofisti dell’estrema sinistra che solo un anno fa avevano fatto
naufragare la sperimentazione proposta dal DECS (i voti di MPS erano infatti
stati quelli decisivi). Fortunatamente, ad inizio febbraio il parlamento
cantonale ha approvato l’avvio di una sperimentazione di tre anni, che potrebbe
finalmente sbloccare questo importante cantiere.
Sullo sfondo
rimane però sempre l’annosa questione del finanziamento del sistema scolastico:
è infatti questo lo snodo cruciale per riuscire a garantire un generale
miglioramento dell’istruzione in Ticino. Fa ad esempio sorridere pensare come
coloro che oggi si fanno paladini di un rafforzamento dell’insegnamento del
tedesco, siano gli stessi che nel 2014 – in nome dei “sacrifici” da compiere per
risanare le casse dello Stato – avevano escluso questa lingua dai piani di
studio di ben 15 formazioni professionali. Il PC si presenta a queste elezioni
come una vera e decisa alternativa a questa politica di austerità e di
classismo educativo, senza limitarsi però ai proclami altisonanti come fanno
altri a sinistra, ma costruendo soluzioni condivise per un rafforzamento della
scuola pubblica e per garantire il diritto allo studio, attraverso la
diminuzione degli allievi per classe, il potenziamento del sostegno pedagogico
e dei servizi extrascolastici. Queste sono le vere priorità per assicurare ai
nostri allievi l’istruzione di qualità che meritano e che il Ticino può
senz’altro permettersi.
Zeno Casella,
candidato PC al Gran Consiglio

