Christian Fini
L’energia sotto il tappeto
Redazione
28.02.2023 14:23

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Spesso
davanti ai problemi risulta più facile, come si fa con la polvere, nasconderli
“metaforicamente” sotto il tappeto. Di solito la nostra mente ci fa dire,
perché devo pensarci ora? Perché devo pensarci proprio io?
Questo
discorso vale anche per l’energia elettrica. Il recente conflitto bellico ci ha
messo davanti a una situazione paradossale e che forse non tutti sapevano, le
fonti energetiche svizzere non ci possono sostentare appieno, e come buona
parte della nostra energia è importata dall’estero.
Da qui
l’invito delle autorità alla popolazione a consumare meno, il giusto, evitando
gli sprechi. Tutto condivisibile, e poi? Serve una visione a lungo termine. Non
possiamo sempre essere in balia degli eventi e l’energia, almeno oggi, non è
infinita. Il recente aggiornamento del Piano energetico cantonale s’inserisce
in questa visione, ma dobbiamo iniziare subito con questi cambiamenti. Sappiamo
bene che il fotovoltaico ha un potenziale facilmente utilizzabile e che
permetterebbe una crescita della produzione di energia elettrica rapida e
disponibile.
Vogliamo
indipendenza energetica? Vogliamo una transizione energetica più celere
possibile? Allora dobbiamo anche incentivare la popolazione con sostegni mirati
e non cadenzati o limitati nel tempo, dato che posare un impianto sul tetto
della propria casa non è proprio alla portata di tutte le tasche e visto che i
fondi e i crediti una volta esauriti devono sempre essere riallestiti e
riapprovati con le longaggini che ne conseguono.
Ma non
siamo solo noi cittadini a dover fare la nostra parte, anche lo Stato ha un
potenziale importante inespresso. Se guardiamo ai progetti in ambito
fotovoltaico che potrebbero fare la differenza e produrre energia su larga
scala, troviamo la posa sulle dighe, nelle discariche di inerti, sui ripari
fonici lungo l’autostrada o sui tetti industriali. A titolo di esempio, solo
con la posa di pannelli fotovoltaici sui tetti delle grandi superfici in
Svizzera, potremmo produrre un terzo del fabbisogno mensile confederato. Serve
solo coraggio e unità d’intenti, come pure una legislazione più morbida gli
attori economici che operano in questi settori come pure nella rivendita dell’energia
prodotta.
Sempre
in ambito energetico, la recente decisione dell’Unione europea nell’ambito
della mobilità parla chiaro. Nei prossimi vent’anni saremo confrontati con un
boom di auto ibride o completamente elettriche. Ma se le case automobilistiche
si stanno adeguando, la struttura che dovrebbe reggere i rifornimenti non è
altrettanto al passo con i tempi, anche in Svizzera.
Se una
persona acquista una vettura elettrica deve anche sentirsi in grado di poter viaggiare
tranquillamente senza l’ansia di poter trovare una ricarica libera e
performante, se non dispone di una wallbox a domicilio o di un abbonamento
“fast charge” di una nota casa automobilistica. Quindi Cantone e Confederazione
si devono impegnare a garantire una capillarità di questi servizi sul nostro territorio
con “supercharge” per tutti i veicoli, attingendo per il loro rifornimento a
nuove fonti rinnovabili.
Il
nostro tappeto come detto è lì a far bella mostra di sé e la “polvere” comincia
a sbucare. Iniziamo a toglierla?
Christian
Fini
Presidente
PLR Gravesano
Segretario
ALRA-PLRT
Candidato
al Gran Consiglio

