Adriano Venuti
In risposta alla piccola proprietaria
Redazione
03.03.2023 08:59

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Nei giorni scorsi, tra le lettere dei lettori
pubblicate sul Corriere del Ticino, ne è apparsa una firmata dalla signora
Delia Riberti, proprietaria con la sua famiglia di “solo 3 appartamenti” (che
già fa più degli zero che hanno gli inquilini...). La signora rivendica il suo
diritto di far “fruttare degnamente” il proprio capitale, sostiene che gli
inquilini abbiano pretese troppo alte e che lascino gli appartamenti in
condizioni pietose generando costi supplementari ai proprietari che poi “fanno
salire gli affitti”.
La signora, ma con lei troppi proprietari
immobiliari, dimenticano che l'alloggio è un diritto fondamentale di ognuno di
noi, come l'acqua e non una transazione economica qualunque come potrebbe
essere l'acquisto di un'automobile. E che quindi non è un capitale da far
“fruttare degnamente”. Il reddito che se ne può ricavare è limitato dalla legge
e dalla giurisprudenza, e sarebbe interessante sapere se i “solo 3
appartamenti” rispettano questo limite.
Dimentica anche che parte dei soldi incassati con la pigione sono destinati
alla conservazione e alla manutenzione del bene immobiliare, e che se alla fine
del rapporto contrattuale si constata che l'inquilino è responsabile di
determinati danni all'ente locato, questi è tenuto ad assumersi le relative
spese di riparazione. I tre mesi di caparra servono anche per questo. Certo che
se si pretende di far passare per danno quel che è normale usura, allora
abbiamo un problema...
La Signora Riberti si spinge anche fino ad
accusare l'Associazione Inquilini di essere “specializzata a far litigare locatore
e locatario”. Posso smentire categoricamente questa affermazione. L'ASI agisce,
come è normale che sia, attraverso gli uffici di conciliazione dove è risaputo
che si cerca assieme una soluzione condivisa che possa soddisfare entrambe le
parti in causa. Inoltre, le nostre ottime consulenti si rifiutano di difendere
soci che palesemente hanno torto!
La signora conclude il suo sfogo accusando
l'ASI di non essersi “scarpata le vesta” di fronte all'aumento dei costi
dell'energia (che, è comunque bene ricordare, pesano pesantemente sugli
inquilini e non sui proprietari). Anche in questo caso si dimostra la non
conoscenza del nostro operato. L'ASI ha chiesto al Consiglio Federale di
introdurre un sussidio energetico per le famiglie maggiormente in difficoltà,
ma la proposta è stata respinta. Abbiamo suggerito ai nostri associati di
ridurre i consumi e di aumentare, se possibile, il proprio versamento degli
acconti spesa in modo da non ritrovarsi con un conguaglio eccessivamente alto e
impossibile da pagare in un'unica volta. Da anni chiediamo anche che il parco
immobiliare venga risanato in modo da ridurre i costi legati all'energia e che
questo venga fatto senza sfratti di massa e senza riversamento dei costi troppo
alti sugli inquilini.
L'ASI c'è e il suo lavoro in difesa delle
inquiline e degli inquilini lo fa con passione, con determinazione e con grande
competenza! Se poi ai proprietari immobiliari questo non va bene, io non posso
farci nulla.
Adriano Venuti, presidente Associazione Svizzera Inquilini – Sezione Svizzera Italiana, candidato al Gran Consiglio per il Partito Socialista, Gioventù Socialista e Forum Alternativo

