Carola Barchi
Il futuro del Polo Sportivo e degli Eventi di Lugano passa anche da Credit Suisse
Redazione
16.03.2023 17:56

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Ieri, mercoledì 15 marzo, la
prestigiosa e grande banca svizzera Credit Suisse (CS) ha avuto un vero e
proprio “bagno di sangue” in borsa. Su diversi media, non solo svizzeri, si
parlava apertamente di possibile fallimento prossimo dell'istituto finanziario,
fondato dal liberale Alfred Escher (che probabilmente si rivolterà nella tomba
nel vedere, 167 anni dopo la fondazione, la "sua" banca ridotta al
quasi fallimento).
Non sono un'esperta di finanza e dunque
non so se la BNS, la Banca nazionale svizzera, e il Consiglio federale
metteranno in campo nei prossimi giorni misure atte a salvare il secondo più
grande istituto bancario svizzero. Quello che so è che a differenza del
2007/2008, quando di fatto UBS fallì tecnicamente e fu salvata da un intervento
statale, oggi in Svizzera abbiamo la FINMA. L’ente di controllo delle banche è
nato dopo la sciagurata esperienza dell'UBS a guida Marcel Ospel, proprio per
evitare il ripetersi di quella triste esperienza e non dover più utilizzare
soldi dei contribuenti per salvare le grandi banche, quelle denominate "to
big to fail”.
È lapalissiano che qualcosa anche alla
FINMA (oltre che al Credit Suisse) non è funzionato! E i politici presenti a
Berna, in Consiglio nazionale e in Consiglio degli Stati, forse dovrebbero
pretendere delle spiegazioni dai vertici della FINMA (e della BNS).
Da semplice cittadina abitante a Lugano
quello che mi chiedo è anche se le vicissitudini che sta vivendo il Credit
Suisse avranno ripercussioni sul Polo sportivo e degli eventi (PSE). Infatti,
come tutti ricorderanno, uno degli elementi cruciali presentato durante la
campagna sul referendum dell’MPS, da parte del Municipio di Lugano, era che la
Città non si sarebbe indebitata per la realizzazione del nuovo stadio, ma che
aveva optato per il nuovo strumento finanziario del leasing con le banche
(leggasi Credit Suisse). La banca fondata da Escher ha un ruolo rilevante, fra
leasing e palazzine a scopo abitativo previste nel progetto del PSE.
Ora, non essendo né un'esperta
finanziaria, né un'esperta di diritto, da semplice cittadina, mi chiedo se la
fase critica che vive il CS possa avere qualche ripercussione sul PSE. Tutti
scongiuriamo qualsiasi fallimento, tanto più di una grande e storica banca come
Credit Suisse, ma se ciò malauguratamente dovesse avvenire, che impatto avrebbe
sul progetto del PSE? Interverrebbe un'altra banca per salvare il progetto? Che
spazi di manovra avrebbe la Città?
Forse il futuro di Cornaredo, Lugano,
passa anche da Paradeplatz, Zurigo.
Carola Barchi, candidata al Gran Consiglio per il PLR

