Evaristo Roncelli
Gran Consiglio: la paura fa 90, anzi 60
Redazione
27.03.2023 17:23

Foto: ©Gabriele Putzu
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È sempre la stessa storia: i
partiti storici perdono consensi a favore delle nuove forze politiche e
propongono di cambiare le regole elettorali. Ora si parla di una soglia di
sbarramento del 4% per il parlamento.
Questa modifica significherebbe
che, se nuovi movimenti non raggiungono il 4% dei voti, i loro voti sono
sprecati e non contano nella ripartizione dei posti in Gran Consiglio. In poche
parole, i partiti storici perderebbero voti ma manterrebbero le poltrone.
Insomma, finirebbero per vincere anche quando perdono!
La proposta arriva dopo giorni di
accorati appelli al voto utile da parte dei partiti di governo. Chiedono agli
elettori di sostenerli per salvare i loro posti nelle commissioni. Invece di
tutelare i cittadini chiedono ai cittadini di essere tutelati loro… rispetto
alla volontà de cittadini. Farebbe ridere se non facesse piangere.
La paura della frammentazione è
in realtà la paura di perdere il potere. Con più forze in parlamento, il paese
è rappresentato meglio in realtà. Ma poi è necessario che i partiti grossi
discutano con gli altri e non potrebbero più decidere tutto da soli o
mettendosi d’accordo in tre.
Ma visto che vogliamo fare
ingegneria tecnico-elettorale, anch’io ho alcune modeste proposte per cambiare
il sistema elettorale: 1) elezione del Consiglio di Stato con il sistema
maggioritario, 2) riduzione dei parlamentari da 90 a 60, 3) elezione del Gran
Consiglio con il maggioritario, 4) formazione dei gruppi parlamentari dopo le elezioni.
Così le 5 persone più votate dal popolo vanno in governo, partiti o non
partiti. Così, le 60 persone più votate dal popolo entrano in parlamento,
partiti o non partiti. E formerebbero gruppi a sostegno o opposizione del
governo, creando una dinamica più sana. Questo sistema potrebbe avvicinare alla
politica persone competenti che oggi non si riconoscono nei partiti e nel loro
potere di veto o mediazione. Potremmo anche eleggere giudici, magistrati e
membri dei consigli d'amministrazione delle aziende pubbliche con sistemi
simili. Più potere ai cittadini, al popolo, insomma.
Sono consapevole che queste
proposte non piaceranno alla casta politica. Tuttavia, è tempo di cambiare le
vecchie dinamiche che tengono il Canton Ticino ancorato al potere, invece di
costruire il bene comune. Credo che il vero cambiamento dipenda dal popolo e
dalla sua volontà di essere il vero sovrano.
Evaristo Roncelli, cofondatore del movimento
Avanti e candidato al Gran Consiglio

