Iniziativa
VPOD lancia un'iniziativa a favore del settore sociosanitario
© VPOD
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Redazione
3 anni fa
L'iniziativa mira a migliorare la qualità delle cure del settore. Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino: "Vogliamo evitare l'abbandono della professione".

Questa mattina il sindacato VPOD ha lanciato a Bellinzona la raccolta firme per la sua iniziativa popolare volta ad aumentare la qualità delle cure sociosanitarie e delle prestazioni socioeducative in Ticino. Il sindacato, che ha tempo fino al 30 gennaio per raccogliere le firme, vuole mettere nero su bianco dei criteri minimi relativi alle condizioni di lavoro di infermieri, assistenti di cura, educatori, maestre di asilo nido e altre professioni dell’ambito sociale.

Tre direttive principali

“L’iniziativa desidera fare in modo che si raggiunga una qualità delle prestazioni in ambito sociosanitario e socioeducativo”, spiega a Ticinonews il segretario della VPOD Raoul Ghisletta. Per riuscirci è necessario seguire tre direttive principali: una è la regolamentazione delle condizioni di lavoro “in modo da evitare l’abbandono della professione da parte degli operatori che vengono formati”; la seconda riguarda la difesa e la promozione dei diritti dei pazienti; infine una valutazione della qualità delle prestazioni che vengono erogate “in modo che ci sia una possibilità per l’opinione pubblica di sapere come stanno le cose”.

Un’applicazione a un’iniziativa già esistente

Fra i temi allora evocati, ai quali la VPOD afferma di volere rispondere con questa iniziativa, c’è l’abbandono precoce della professione da parte dei lavoratori di questo vasto settore. "Oggi il personale nel settore sociosanitario e socioeducativo" - si legge in un comunicato inoltrato da Stefano Testa, responsabile VPOD per il settore case anziani e cliniche - "è confrontato con un aumento importante delle richieste sia a livello tecnico-professionale che a livello burocratico, con una inevitabile pressione per aumentare la produttività e la flessibilità oltre ogni ragione. Il personale ha l’impressione di lavorare in continua emergenza e stress". Una situazione che porta inevitabilmente a delle "ripercussioni negative sulla qualità delle cure sociosanitarie e delle prestazioni socioeducative". Per il responsabile VPOD l'iniziativa “è quindi fondamentale per dare la qualità delle cure e avere maggiori operatori. Non possiamo più permetterci di perdere altri operatori e operatrici perché vanno in burnout o perché non ce la fanno più a fare questo lavoro”. 

“La conciliabilità è fondamentale”

Nella sua lettera, Testa sottolinea come "nel settore sociosanitario e socioeducativo vi sia un centellinamento delle risorse umane e uno sfruttamento crescente della flessibilizzazione, che va in una direzione opposta al consolidamento della durata di vita professionale degli operatori e delle operatrici". Da noi interpellato, Testa ci ha spiegato che è anche fondamentale lavorare in maniera importante “per permettere alle persone di avere una qualità di vita che sia conciliabile, soprattutto perché essendo un settore femminile abbiamo tante mamme”. La conciliabilità in questo senso “è quindi fondamentale”. In qualità di sindacati “non possiamo esimerci alle leggi, ci sono anche le condizioni materiali: se si vuole rendere un settore attrattivo bisogna anche pensare che i salari devono essere adeguati, così come le vacanze e il tempo libero e tutta la parte normativa vanno adeguate all’impegno che il personale ci mette”.

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