“Vogliono che Lugano sia un Molino autogestito”
Sfuriata di Angelo Renzetti contro gli oppositori del Polo sportivo: “Non capisco come il Plr possa andare dietro all’Mps”
di fsu
“Vogliono che Lugano sia un Molino autogestito”
Foto CdT/Gabriele Putzu

Che il tema del Polo sportivo di Cornaredo accenda gli animi si sapeva, ma questa sera è stato letteralmente un rogo. Angelo Renzetti, tra gli ospiti di Marco Bazzi a Matrioska, si è reso protagonista di una sfuriata in cui ha tirato fuori più di un sassolino dalla scarpa all’indirizzo degli oppositori del Polo sportivo di Cornaredo.

A farlo innervosire le accuse lanciate dall’Mps, secondo cui, nella doppia veste di costruttore e presidente del Football Club Lugano, Renzetti sia protagonista di un conflitto d’interessi nel progetto. “È una cosa assurda. Io son quarant’anni che lavoro per conto mio, da due anni dovrei essere in pensione, non ho mai preso né un lavoro cantonale né un lavoro comunale”, ha detto il patron dei bianconeri. “Non faccio il calzolaio, faccio il costruttore. Non capisco perché mi si debba infangare in quel modo lì. Se c’è qualcuno che non c’entra niente con quel modo di essere e di pensare sono proprio io”.

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Poi se l’è presa anche con il Partito liberale radicale, in particolare Fulvio Pelli, che era ospite in studio quale oppositore al Polo. “Mi meraviglia che il Partito liberale segua l’Mps in questa situazione qui. Dal 2004 quando avevano il 40% al 2020 dove hanno il 20%, una domanda perché sono scesi dovrebbero farsela”, ha sbottato. “Mi chiedo come si possa andare dietro a una situazione del genere, con un’Mps che vuole rovesciare l’attuale ordinamento economico e politico del Cantone. Vuol dire ingabbiare l’ente pubblico e far sì che tutta Lugano diventi un Molino autogestito”.

In trasmissione, oltre a Renzetti, a difesa del progetto vi era il sindaco di Lugano Marco Borradori. A chiedere di rivedere il progetto, invece, Matteo Poretti, del Movimento per il socialismo, e Fulvio Pelli.

Ecco l’intera puntata.

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