Violenza domestica
Violenza domestica, "Ora è aumentata la consapevolezza del problema"
© CdT/Chiara Zocchetti
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10 giorni fa
Il governo ticinese ha aggiornato il Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica. "C'è ancora tanto lavoro da fare per aiutare le vittime", ha spiegato a Ticinonews la direttrice della Divisione della giustizia cantonale.

Prevenire e contrastare. Questo l’obiettivo dell’aggiornamento del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica voluto dal Consiglio di Stato e presentato oggi a Bellinzona dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, dal Direttore del Dipartimento delle sanità e della socialità, Raffaele De Rosa e dal Direttore del Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport, Manuele Bertoli. “Ora è aumentata la consapevolezza del problema”, ha spiegato a Ticinonews Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia del Canton Ticino.  “Consapevolezza che non è aumentata solo a livello delle istituzioni e delle persone che già oggi si occupano del tema, ma anche nella società civile.

“In Svizzera non abbiamo dati per capire la portata del fenomeno”

“Non è facile avere un quadro preciso della situazione e questa è una delle problematiche riscontrate sia a livello cantonale sia a livello svizzero”, ha affermato Andreotti. “È questa la valutazione a cui è giunto il comitato che si è occupato di valutare come sta andando l'implementazione di questa convenzione che si occupa di prevenire la violenza sulle donne a livello internazionale. In Svizzera, stando alla valutazione presentata da questo comitato, non abbiamo dei dati adeguati per capire di quante persone sono toccate, direttamente o indirettamente dal fenomeno”.

Gli aspetti da migliorare

“Sappiamo che ogni giorno la polizia interviene almeno tre volte chiamate inerenti la violenza domestica. Sappiamo che sono un centinaio gli autori seguiti dopo episodi di violenza domestica dall'Ufficio dell’assistenza riabilitativa; abbiamo una cinquantina di vittime che sono seguite dall'Ufficio di aiuto alle vittime nell'ambito della violenza domestica ogni anno. Dobbiamo lavorare di più per avere dei dati reali per capire esattamente com'è la situazione. Si sa che a livello internazionale emerge il 20/30% dei casi al massimo, quindi il lavoro che c'è da fare è tanto nell'ottica di aiutare chi vuole un sostegno da parte delle istituzioni dello Stato per affrontare quello che sta vivendo”, ha spiegato la direttrice della Divisione della giustizia.

L’importanza del dialogo e dell’informazione

“C’è la vittima che ha bisogno di vedere l'autore dietro le sbarre e quella che ha bisogno di vedere l'autore, tornare a casa e non commettere più azioni violente. Le persone devono sapere che ci sono dei servizi che possono aiutarle in base al bisogno che hanno. Questo è compito dello Stato”, ha continuato Andreotti. “Parlandone, in televisioni ad esempio, ci aiuta a parlare alla vittima e dirle di avere fiducia nelle istituzioni perché possono aiutarla a seguire il percorso per uscire da quel ciclo della violenza”.

I servizi pronti all'ascolto

Ci sono delle persone formate, pronte all'ascolto per supportarle in quello che stanno vivendo. Si può contattare la Polizia. Ma abbiamo un servizio che si occupa di ascoltare le vittime e vedere cosa è meglio per loro in quel momento. Abbiamo il servizio di aiuto alle vittime, c'è un numero centrale aperto durante la giornata al quale la vittima può rivolgersi. Inoltre in Ticino abbiamo due case rifugio pronte all’ascolto delle vittime. Senza dimenticare il Telefono Amico, e i docenti che sanno a chi far capo per aiutare chi subisce le violenze domestiche”, ha concluso Andreotti.

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