“Varianti più contagiose fra i più piccoli”
A ribadirlo è il pediatra Paolo Peduzzi. La Conferenza cantonale dei genitori: “Prima di chiudere le scuole, valutare l’evolversi della situazione”
Redazione
“Varianti più contagiose fra i più piccoli”

Le varianti del virus iniziano seriamente a preoccupare anche alle nostre latitudini. Queste varianti, ha spiegato ai microfoni di Radio3i il pediatra Paolo Peduzzi, sono più contagiose fra i più piccoli. “Le varianti sono più infettive, più facilmente diffondibili e non sono così selettive sulla parte di popolazione anziana”, sottolinea il pediatra.

Chiudere o no?

Il ritrovamento di casi positivi di variante inglese nella scuola media di Morbio inferiore ha riportato il tema della scuola al centro della cronaca. Chiudere o non chiudere? Andare avanti con lo scenario 1 o passare allo scenario 2? Tutte questioni che il Decs è tenuto a trattare anche se ha già detto di voler procedere un passo alla volta, seguendo l’evolversi della situazione. “Noi siamo d’accordo su valutare la situazione passo passo”, spiega ai colleghi di Radio3i Adriana Campagnoli, segretaria operativa della Conferenza cantonale dei genitori. “La variante inglese è una preoccupazione in più, è innegabile ma prima di chiudere in modo generalizzato si può provare ad arginare la situazione”, aggiunge Campagnoli. “Bisogna agire con tempestività, introducendo i protocolli rivisti”, sottolinea”.

“Test più tempestivi”

Secondo Campagnoli è necessario rivedere alcuni punti fondamentali. “Si potrebbe aggiungere una maggiore tempestività di test appena si riscontra un caso positivo”, sottolinea. Ma un fattore chiave nella discussione è quello dei trasporti. Le foto che circolano sul web parlano da sole: giovani stipati sui mezzi pubblici per raggiungere l’istituto scolastico senza poter rispettare le distanze sociali tanto essenziali per poter arginare il virus. “Al momento non ci sono disposizioni, i trasporti possono viaggiare ma alla luce delle contagiosità della variante inglese come Conferenza invitiamo il governo federale a prendersi carico della tematica sia per gli studenti che per la popolazione in generale”, conclude.

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