Vaiolo, primo caso in Ticino
Il paziente è in cura ambulatoriale ed è stato posto in isolamento presso il suo domicilio
Redazione
Vaiolo, primo caso in Ticino
Immagine Shutterstock

Due giorni fa – martedì 21 giugno – è stato confermato il primo caso di vaiolo delle scimmie in Ticino. Ieri in Svizzera se ne contavano complessivamente 46. Lo comunica l’Ufficio del medico cantonale, precisando che la persone è stata posta in isolamento nel suo domicilio e che i suoi contatti sono stati informati.

Contagio all’estero
Il contagio sarebbe avvenuto apparentemente all’estero, si legge nel comunicato del DSS. L’Umc ha provveduto a ricercare i suoi contatti per identificare possibili catene di trasmissione e per informare attivamente queste persone, che dovranno controllare il loro stato di salute per tre settimane.

Più di 3’000 casi da maggio
Da inizio maggio, sono stati registrati più di 3’000 casi di vaiolo delle scimmie in diversi Paesi europei, americani e australiani. La sua contenuta trasmissibilità, limitata come detto a contatti stretti, determina una malattia infettiva fastidiosa con potenziale di diffusione anche importante. Fortunatamente al momento non è però da ritenere al pari di un virus con potenziale pandemico, quindi nulla di paragonabile al Covid-19.

Ma cos’è il vaiolo delle scimmie?
Il vaiolo delle scimmie è una malattia virale rara che si trasmette dagli animali (in particolare roditori) all’uomo. La trasmissione fra umani può avvenire attraverso goccioline respiratorie in caso di contatto stretto e prolungato, ma anche tramite il contatto con lesioni cutanee di una persona infetta o con oggetti contaminati di recente. A differenza di quello umano, eradicato nel 1980, il vaiolo delle scimmie è meno grave e di regola non richiede un ricovero ospedaliero e la guarigione avviene nel giro di alcune settimane, anche se in certi casi si può sviluppare anche una malattia sistemica grave.

I sintomi
I sintomi della malattia di presentano in primo luogo con febbre, mal di testa, dolori muscolari e alla schiena e gonfiore dei linfonodi. Dopo uno o tre giorni dalla comparsa della febbre si sviluppa un’eruzione cutanea con vescicole o pustole, che normalmente si diffonde dalla testa al corpo e possono venir colpiti anche i palmi delle mani e le piante dei piedi.

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