“Vaccinarsi per proteggere la nostra utenza”
Spitex chiede un accesso rapido al farmaco. “Seguiamo le persone a rischio e c’è questo senso di responsabilità”
Redazione
“Vaccinarsi per proteggere la nostra utenza”

A livello svizzero Spitex ha chiesto un accesso rapido al vaccino anche se secondo l’ordine stabilito da Berna il personale sanitario potrà accedervi in una seconda fase. “La nostra utenza è quella a rischio, persone anziane o fragili, e quindi c’è questo senso di responsabilità per poter andare nelle case sicuri senza causare danni”, spiega Stefano Motta, coordinatore della Conferenza dei Servizi di Assistenza e Cura a Domicilio di interesse pubblico del Canton Ticino.

“La seconda ondata è più lunga, anche noi siamo stati più sollecitati e seguiamo persone Covid positive a domicilio ma seguiamo anche più persone dimesse dagli ospedali dopo un periodo di degenza a causa del virus e inoltre abbiamo l’utenza ‘normale’”, aggiunge. Tutto questo, chiaramente, richiede uno sforzo maggiore al personale di Spitex, soprattutto a livello organizzativo. “Ora le persone con patologie rimangono più a casa e questo richiede anche di avere più competenze”, spiega.

Ma non solo. Il personale di assistenza e cura a domicilio sarà chiamato a lavorare nei centri di somministrazione del vaccino. “Abbiamo un ruolo accresciuto di responsabilità sociale”, sottolinea. “Ora aspettiamo di essere vaccinati, se ci vacciniamo noi proteggiamo il resto della popolazione”, conclude Motta.

Il servizio di Teleticino

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