Ticino
Uomini e donne, la parità è ancora lontana in Ticino
Redazione
11 anni fa
Le donne sono meno pagate, meno presenti nelle istituzioni politiche e sono più esposte alla violenza domestica rispetto agli uomini

Un quadro statistico delle pari opportunità fra i sessi in Ticino. È quanto pubblicato negli scorsi giorni dall'Ufficio di statistica cantonale. Nello studio vengono illustrate per la prima volta le differenze statisticamente documentabili tra uomini e donne nei diversi ambiti dell'organizzazione sociale, in particolare la formazione, la rappresentanza politica, l'attività professionale, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la violenza. E le cifre parlano chiaro: le diseguaglanze tra uomini e donne permangono e la parità effettiva è ancora lontana.

Prima di abbordare la tematica della parità, lo studio fornisce una rapida contestualizzazione di ordine demografico. La popolazione ticinese residente permanente alla fine del 2012 è di 341'652 individui. Il numero di donne è complessivamente superiore a quello degli uomin, nonostante ogni anno tra i nuovi nati, i bambini sono lievemente più numerosi delle bambine. Ma le donne sono più numerose nelle fasce d'età elevate, a causa di una maggiore speranza di vita.

Per quanto riguarda la formazione le cifre dimostrano che la parità è in parte una realtà: la maggior parte dei giovani in Ticino prosegue gli studi dopo la scuola media, ottenendo almeno un diploma di apprendistato. I percorsi formativi delle donne sono almeno equivalenti a quelli degli uomini per durata e specializzazione: il numero di donne che conclude una formazione universitaria supera per esempio quello degli uomini. Se nelle scuole elementari e medie non si osservano quasi differenze tra ragazze e ragazzi, le cose cambiano al momento di scegliere la formazione obbligatoria: le ragazze preferiscono gli studi di cultura generale come il liceo e la scuola cantonale di commercio o le formazioni professionali a tempo pieno. Il tirocinio in azienda è invece una scelta prevalentemente maschile. Le scelte poi sono diverse nella formazione professionale: le ragazze preferiscono le professioni amministrative e del commercio, o legate alle cure, mentre i ragazzi quelle dell'industria e delle arte e mestieri. Scelte che poi si rispecchiano nei diplomi rilasciati, sui percorsi formativi successivi, sui salari e le professioni.

Il tasso di attività professionale delle donne è aumentato a ritmo costante negli ultimi decenni, anche se rimane nettamente inferiore a quello degli uomini. Se in passato l'arrivo dei figli comportava spesso un uscita (almeno temporanea) dal mercato del lavoro, oggi le donne tornano in più gran numero e più velocemente a lavorare. Rispetto ai colleghi uomini, le donne si concentrano tuttavia in alcune professioni (segmentazione orizzontale), fanno più fatica a fare carriera (segmentazione verticale), lavorano più spesso a tempo parziale e guadagnano generalmente meno.

Per quanto riguarda il lavoro non retribuito (compiti domestici, cura dei figli, ma anche a persone bisognose, volontariato in associazioni di vario genere), le differenze tra uomini e donne sono grandi e toccano tutti gli aspetti: tipo di attività, grado d'implicazione, numero di ore dedicate, ecc.

Il fenomeno della povertà interessa anche il Ticino ed ad esserne toccate maggiormente sono le donne. I motivi sono legati in parte alle molte disparità osservate tra i generi nel campo formativo, lavorativo, retributivo e nei ruoli e responsabilità famigliari. Uno dei principali motivi che spiegano la povertà femminile è legato alla sfera lavorativa: le donne rimangono più spesso al di fuori del mercato del lavoro; quando lavorano, lo fanno piu di frequente a tempo parziale.

Come in altre sfere della vita, anche nel campo politico le differenze tra uomini e donne sono consistenti e toccano sia la politica attiva, sia la partecipazione alla politica in qualità di elettrici o votanti. Le donne sono meno spesso presenti degli uomini in associazioni pubbliche e partiti politici. Questo si ripercuote sulla presenza sempre fortemente minoritaria delle donne nei diversi organi legislativi ed esevutivi. Le donne hanno anche meno probabilità di successo quando si candinano a un'elezione. E questo fenomeno risulta costante da molti anni, anche se di tanto in tanto di osserva qualche lieve cambiamento.

Per quanto riguarda la sfera della violenza domestica, il problema è socialmente diffuso. A livello svizzero 3 vittime di violenza su 4 sono donne. In Ticino non sono disponibili dati specifici, ma dati statistici sui reati violenti, dai quali emerge una situazione di equilibrio fra donne e uomini tra le vittime. Fra gli imputati di questi reati si nota una netta maggioranza di uomini. Se si considerano invece i dati relativi alle consultazioni pressi i centri di aiuto alle vittime, emerge che una netta maggioranza riguarda vittime di sesso femminile, mentre i presunti autori sono essenzialmente uomini. Nella maggioranza dei casi trattati vi è una relazione di tipo famigliare fra la vittima e il suo aggressore. Se per gli uomini il contesto nel quale la violenza è subita è spesso l'ambito pubblico, per le donne è anzitutto quello domestico.

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