Una petizione per l’autogestione luganese
Dopo la demolizione dell’ex Macello, si raccolgono firme per far ripartire le procedure per individuare uno spazio per gli autogestiti, che condannano comunque l’agire del Municipio. “La Lugano solidale non resterà a guardare inerme”
di ls
Una petizione per l’autogestione luganese
Foto Nicola Demaldi

Una petizione a favore dell’autogestione luganese è stata lanciata pochi minuti fa sulla piattaforma act.campax dopo che nel fine settimana la parte non protetta dell’Ex Molino è stata demolita dalle autorità. Scopo dell’iniziativa è far ripartire le procedure per individuare un nuovo spazio per l’autogestione. Al contempo viene condannato anche l’agire del Municipio, colpevole di aver messo in atto una “militarizzazione della città”.

“La risposta del Municipio alle rivendicazioni dei/delle molinari e dei/delle simpatizzanti è stata una militarizzazione della città: armi, oppressione, violenza, odio e distruzione”, si legge nel testo. “Un’azione vile, specchio di una politica che non ha compreso il concetto di democrazia”. Una “repressione” di fronte alla quale gli autogestiti non intendono stare a guardare. “Migliaia di persone hanno perso il loro luogo di aggregazione. Restano le macerie di un discorso politico che comunque continuerà. La Lugano solidale, però, non resterà a guardare inerme mentre conquiste sociali decennali vengono smantellate in una notte”. Chi è quindi deluso e indignato dalla situazione, viene invitato a firmare la petizione e far sentire la sua voce.

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