Un San Valentino triste per le tortore selvatiche
Il volatile, simbolo d'amore, sta scomparendo in molte parti della Svizzera, Ticino compreso. BirdLife lancia l'allarme
Redazione
Un San Valentino triste per le tortore selvatiche
Un San Valentino triste per le tortore selvatiche

Coppie che tubano come tortorelle. È un'espressione adeguata nel giorno di San Valentino, quando gli innamorati celebrano il loro amore. Ma la tortora selvatica, da secoli simbolo dell'amore, non può dirsi altrettanto fortunata. A causa dell'agricoltura industrializzata, della caccia legale e del bracconaggio, la specie sta scomparendo da molte parti della Svizzera e di tutta Europa. Dal 1980 gli effettivi nel vecchio continente sono diminuiti di circa l'80%. La situazione è talmente preoccupante che BirdLife International ha lanciato l'allarme, elaborando un piano d'azione per la specie nell'ambito della Convenzione di Bonn siglato nel 2018. 

Molti volatili faticano a trovare una compagnaAnche BirdLife Svizzera ha contribuito a quantificare le popolazioni, partecipando a censimenti della specie in tre regioni della Svizzera che in passato erano importanti per la tortora selvatica, tra cui il Ticino. Nel nostro paese, sottolinea l'associazione, "si osserva una forte diminuzione della specie. Molti individui non riescono più a trovare una compagna". 

Tra le ragioni di questo forte declino vi sono la perdita o degrado degli habitat (soprattutto nelle aree di nidificazione, ma anche nelle zone di migrazione e svernamento), il bracconaggio e la caccia legale (che secondo l'associazione non è più sostenibile). "La perdita di habitat adatti è legata principalmente alla progressiva industrializzazione dell'agricoltura" sottolinea BirdLife. "Le tortore selvatiche, che si nutrono di semi, in passato potevano trovare numerose specie di piante sui sentieri non asfaltati lungo i terreni coltivati. Nei campi cresceva la cosiddetta flora avventizia, composta da piante pregiate ormai quasi completamente scomparse dai nostri terreni coltivati: gli erbicidi e la frequente coltivazione del terreno con macchinari agricoli rendono quasi impossibile la loro sopravvivenza".

Come aiutarePer migliorare la protezione della tortora selvatica, l'associazione si batte per una politica agricola a sostegno degli agricoltori per i servizi che forniscono alla biodiversità e all'ambiente. "La tortora selvatica ha bisogno di aree con una ricca vegetazione avventizia con molti fiori e semi e necessita di queste aree nei terreni coltivati al di sotto dei 500 metri" sottolinea l'associazione. "Ma è proprio nei terreni coltivati di pianura che la percentuale di aree promosse per la biodiversità è particolarmente bassa".

Per sostenere a livello locale l'associazione nella sua lotta a favore di un'agricoltura compatibile si può fare una donazione, mentre gli agricoltori o gestori di terreni coltivati sul Piano di Magadino, nel Mendrisiotto e in Riviera che vogliono destinare maggesi composti da una ricca flora favorevole alla torta selvatica può contattare l'associazione