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Vallese
Tragedia di Crans-Montana, Bertoli: "Perseguirei i proprietari per omicidio intenzionale per dolo eventuale"
Redazione
un giorno fa
Gli estremi per la carcerazione preventiva dei due titolari del Constellation ci sono e vi sarebbe la possibilità di procedere per omicidio intenzionale per dolo eventuale, reato ben più grave dell’omicidio colposo. È l’opinione dell’ex procuratore pubblico Marco Bertoli che, come sindaco di Cadenazzo, auspica che la tragedia porti a dei cambiamenti nella legge.

Sono tante le domande che ruotano attorno alla tragedia verificatasi la notte del 1° gennaio al Le Constellation di Crans-Montana. Ma la questione che sta facendo maggiormente discutere riguarda la non-carcerazione preventiva dei due proprietari del locale. Una domanda che Ticinonews ha posto direttamente al già procuratore pubblico, avvocato e sindaco di Cadenazzo Marco Bertoli. “Il fatto che già nel 2020 i camerieri chiedevano di fare attenzione per il rischio incendio mette la questione sotto una luce ancora peggiore”.

Carcerazione preventiva

Per quanto riguarda la mancata carcerazione preventiva, i requisiti vengono stabiliti dalla legge. “Ci deve essere un crimine o un delitto, anche di natura colposa. E l’incendio è un delitto. La possibilità di incarcerarli quindi c’era”. In questa situazione, tuttavia, il vero tema è il pericolo di inquinamento delle prove, "così come di collusione e di sparizione di documenti. Personalmente, io li avrei arrestati. Era un atto dovuto, anche nei confronti delle vittime”. In Svizzera l'omicidio colposo viene punito con una detenzione massima di tre anni. Ma non è da escludere che la loro posizione possa aggravarsi. “Vi era consapevolezza del pericolo di rischio incendio, quindi potrebbe esserci anche dolo eventuale”. I proprietari si sono infatti assunti il rischio che potesse avvenire qualcosa che si poteva però prevedere. E in questo caso si parlerebbe di omicidio volontario per dolo eventuale, “ovvero la soglia tra la negligenza e l'intenzionalità”.

Questione mediatica

L’arresto dei due proprietari sarebbe stato più semplice da comunicare, soprattutto all’estero. “La magistratura avrebbe potuto prendere una decisione giuridicamente sostenibile e sottoporla al giudizio del giudice superiore, uscendone con maggiore credibilità”. Bertoli ritiene inoltre inopportuno il fatto che la magistratura abbia organizzato una conferenza stampa in cui era presente un possibile co-indagato, ovvero membri delle autorità comunali. “Hanno sbagliato clamorosamente. Nell’emozione del momento si sono lasciati andare a costernazione, ma fine a sé stessa. È mancata la competenza di comunicazione”.

Questione controlli

Le tragedie come queste, purtroppo, sono anche quei momenti in cui la Legge arriva a posteriori. Forse è il momento di cambiare qualcosa nella legislazione elvetica? “Direi di sì. In tanti altri ambiti c’è un rigore particolare, come per la tutela del patrimonio, del verde e dei rustici. Ma quando si tratta della nostra sicurezza tutto questo rigore viene a mancare”.