TiSin, l’operaia smentisce: “Condizioni peggiorate”
L’impiegata di una delle ditte coinvolte nel CCL contesta quanto detto dal presidente del sindacato nell’intervista
Redazione
TiSin, l’operaia smentisce: “Condizioni peggiorate”
Foto Gabriele Putzu

Questa mattina su La Domenica è apparsa un’intervista di Nando Ceruso, presidente del sindacato TiSin, nella quale rivendicava la bontà delle sue intenzioni nella sottoscrizione del CCL. Ma c’è chi non è d’accordo.

Intervistata da Tio, un’operaia di una delle aziende coinvolte dal CCL racconta la sua versione dei fatti, e le divergenze sono sostanziali. Tanto per cominciare secondo la donna contesta quanto affermato da Ceruso riguardo il miglioramento dei salari, in particolare quando ha affermato che gli operai “guadagneranno di più e nessuno perderà un franco in busta paga rispetto a oggi”. L’impiegata sostiene infatti “Non è vero, perché noi guadagnavamo 17.30 franchi all’ora e rimanere con quella remunerazione sarebbe già stato un successo. Invece con il nuovo CCL scendiamo al di sotto di quella cifra. A essere saliti sono eventualmente i contratti a termine, che come dice il nome stesso sono contatti a scadenza“

E non sarebbero solo i salari ad essere peggiorati. Pare che secondo il CCL anche altre condizioni lavorative sarebbero peggiorate, come un aumento delle ore settimanali da 43 a 45, e la possibilità di pagare lo stipendio in euro, con un cambio fisso.

Ma soprattutto a sconcertare l’impiegata è stata la dichiarazione di Ceruso dove affermava di essere stato in mezzo agli operai e aver parlato con loro. “Il Signor Ceruso dovrebbe spiegare quale assemblea con le maestranze ha fatto, perché io non ho mai visto né lui, né l’assemblea“. La donna avrebbe visto Ceruso solo a giochi fatti, quando in assemblea è stato presentato il contratto già pronto da firmare all’uscita.

“Qualcuno che ha osato non firmarlo c’è stato, ma tutti abbiamo bisogno di lavorare. Quindi alla fine si abbassa la testa e si va avanti” conclude amaramente l’operaia.

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