“Ticino 2020” entra nella sua seconda fase
Il progetto, che prevede una diversa ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni, entra nella sua seconda fase. Si spera per l’approvazione a aprile 2021
di MJ
“Ticino 2020” entra nella sua seconda fase
Foto © CdT/Gabriele Putzu

Il progetto di riforma istituzionale «Ticino 2020» entra nella seconda fase. Lo annuncia il Dipartimento delle Istituzioni. Nelle prossime settimane i rappresentanti del Cantone e dei Comuni ticinesi parteciperanno infatti a una serie di seminari per analizzare le proposte di ripartizione di compiti e i nuovi flussi finanziari. Entro il mese di aprile 2021 il Consiglio di Stato riceverà il progetto definitivo, che sarà poi sottoposto al voto del Gran Consiglio nell’autunno successivo.

Avviata a febbraio, si spera per l’approvazione ad aprile 2021
Nel febbraio scorso, si legge nella nota, il Comitato strategico del progetto «Ticino 2020» aveva dato avvio alla seconda parte dei lavori in vista della riforma dei rapporti istituzionali fra Cantone e Comuni. Martedì 1. settembre si è così svolto il primo di un ciclo di incontri che avranno la finalità di verificare la fattibilità della proposta di ripartizione dei compiti e dei flussi tra Cantone e Comuni. L’obiettivo, continua il DI, è di consegnare al Consiglio di Stato il progetto definitivo entro il mese di aprile 2021, così che sia possibile – dopo un’ultima fase di consultazione – sottoporre la riforma al voto del Gran Consiglio nell’autunno del prossimo anno.

Al Cantone ammortizzatori sociali e famiglie, ai Comuni AVS/AI, anziani e scuole comunali
Il progetto di riforma prevede di affidare al Cantone i compiti relativi alla Comunità tariffale, alla Centrale di allarme del servizio autoambulanza, alla promozione delle famiglie, alla protezione dei minori, all’assistenza sociale e alle assicurazioni sociali. Il finanziamento delle prestazioni complementari AVS/AI dovrebbero invece diventare di competenza dei Comuni, insieme al settore degli anziani e alle scuole comunali. Per contro, il trasporto regionale sarà gestito da entrambi i livelli istituzionali.

L’ipotesi di ripartizione dei compiti e dei flussi, scrive il Dipartimento delle Istituzioni, è stata elaborata dalla Direzione del progetto «Ticino 2020» (Marzio Della Santa e Michele Passardi) tenendo conto delle proposte formulate dai gruppi di lavoro, della consultazione svolta lo scorso anno e delle richieste dal Consiglio di Stato. Il progetto rispetta inoltre il principio fondamentale della neutralità finanziaria, per il Cantone e per i Comuni.

La serie di riunioni, che coinvolgerà rappresentanti politici e tecnici, si svolgerà secondo le modalità di lavoro sperimentate con successo in occasione della seconda edizione del Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni. L’intento, per il DI, è di favorire una trasformazione virtuosa nella gestione delle istituzioni in Ticino, a livello cantonale e locale, dando vita a nuove modalità di collaborazione ed esecuzione dei compiti.

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