Ticinesi più precari
Aumentano le richieste di aiuto presso le associazioni: +30% a Caritas e +10% a Tavolino Magico. Balbo di Caritas: “La pandemia ha accentuato difficoltà già presenti”
Redazione
Ticinesi più precari
Foto CdT

Più precarietà in Ticino. Sempre più persone si rivolgono ad associazioni per avere un sostegno economico. Secondo i dati di Caritas Ticino quest’anno le richieste di aiuto sono aumentate del 30%. Anche Tavolino Magico riscontra la stessa tendenza, con un aumento del 10% delle richieste. Un fenomeno, quello del precariato, che la pandemia ha contribuito ad accentuare, mettendo in evidenza delle difficoltà che c’erano già prima, racconta Dante Balbo, responsabile del servizio sociale di Caritas Ticino: “Ad essere colpiti sono soprattutto i lavoratori indipendenti, le persone che già prima svolgevano lavori precari, per esempio su chiamata o lavori domestici, o persone che si barcamenavano andando a fare la spesa in Italia per risparmiare. Tutte queste persone sono state messe a dura prova dal Covid e non sempre hanno avuto la possibilità di essere aiutate”.

Numeri importanti
I dossier finiti sul tavolo dell’associazione sono importanti e svelano solo una parte della realtà colpita. “Quando apriamo un dossier, l’incarto è intestato a una sola persona, che però porta con sé la famiglia intera”, spiega Balbo. “Possiamo dunque moltiplicare per tre i dati: l’anno scorso abbiamo avuto circa 500 dossier, abbiamo quindi seguito circa 1’500 persone. A questi si aggiungono le persone che lavorano nei nostri programmi occupazionali, che sono anche più di mille”.

Tanta generosità
Ad aumentare però non sono state solo le persone precarie, ma anche i donatori. La risposta della raccolta fondi lanciata dalla catena della solidarietà ha infatti registrato cifre importanti, che hanno permesso all’associazione di fronteggiare le difficoltà nate con la pandemia. “L’aiuto più importante è quello dei buoni alimentari, che possono essere spesi nella grande distribuzione. Siamo anche intervenuti dove la precarietà minacciava la sussistenza delle famiglie, come il pagamento delle fatture dell’elettricità e gli affitti arretrati che avrebbero provocato uno sfratto”.

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Incremento delle richieste d’aiuto anche per Tavolino Magico
Tendenza in rialzo anche per Tavolino Magico, che ha registrato un aumento del 10% delle richieste e si appresta ad aprire un ulteriore centro tra Lugano e Mendrisio. “Se prima della pandemia Tavolino Magico aiutava 1’800 persone a settimana, le quali ricevevano la spesa in uno dei 14 centri di distribuzione, ora siamo a 2’016”, sottolinea Simonetta Caratti, responsabile comunicazione dell’associazione. “La nostra missione è salvare cibo che altrimenti verrebbe trasformato in biogas e lo distribuiamo a chi è in difficoltà. Visto che il cibo non manca in questo periodo, possiamo cercare di aiutare più persone”.

Le persone che usufruiscono del servizio
Per poter accedere al servizio dell’associazione occorre una tessera che viene rilasciata dagli enti sociali dei comuni. “Si tratta perlopiù di persone in difficoltà che vivono sotto il minimo vitale. Possono essere famiglie monoparentali o numerose. Ora vediamo sempre di più persone con famiglia o anche coppie dove il reddito non basta per arrivare a fine mese. Poi ci sono anche giovani, soprattutto nel Sottoceneri che non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro”.

Una Svizzera sempre più in difficoltà
Per Caratti c’è un nesso tra la pandemia e l’aumento delle richieste d’aiuto. “Ci sono più componenti che stanno indebolendo un tessuto già fragile. E la pandemia ha aumentato ulteriormente il precariato. Lo vediamo dalle persone che arrivano e continuano ad arrivare. A livello nazionale Tavolino Magico aiuta ogni settimana 20mila persone nei 134 centri di distribuzione. È una Svizzera sempre più in difficoltà, non solo il Ticino”.

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