Telethon: “Avremmo chiuso entro due anni”
Le entrate di Telethon sono in forte calo, tanto che l’esistenza stessa dell’organizzazione è minacciata. La Fondazione ha dovuto rivedere pesantemente il proprio organigramma, ma il pericolo di chiusura non è ancora scongiurato
di daco
Telethon: “Avremmo chiuso entro due anni”
Foto Demaldi

“Ci siamo dovuti confrontare alla realtà. L’alternativa era fra continuare così, chiudendo tra un anno o due, oppure provare a cambiare struttura e organizzazione”. E la Fondazione Telethon Azione Svizzera, come ci conferma il suo vicepresidente Claudio Del Don, non ha potuto che optare per la seconda possibilità. Le difficoltà finanziarie, dovute alla forte riduzione delle entrate, mettevano in pericolo l’esistenza stessa di Telethon, che a Sud delle Alpi sostiene, attraverso l’Associazione Malattie Genetiche Rare Svizzera Italiana (Mgr), oltre 270 persone affette da malattie genetiche rare e i loro familiari.

Mercatini ed eventi annullati
Ancora una volta, a essere chiamato in causa è il coronavirus: “L’attività di raccolta fondi di Telethon – si legge in un comunicato – è stata pesantemente penalizzata dalle conseguenze della pandemia, poiché essa, da sempre, si basa soprattutto su eventi aggregativi e di contatto”. Senza entrate o con entrate molto ridotte, a rischio sono i sostegni che Telethon fornisce ai malati e ai loro cari, “proprio in un momento in cui le necessità e le difficoltà delle persone che soffrono di tali patologie sono in aumento”.

Difficoltà preesistenti
Le preoccupazioni finanziarie di Telethon non sono però solo conseguenza del Covid. “Il nostro modello di raccolta fondi era già un po’ in difficoltà perché fortemente dipendente da fattori esterni”, spiega Claudio Del Don. Per una Fondazione che raccoglie fondi principalmente con eventi all’esterno e bancarelle in tutta la Svizzera anche la meteo può essere decisiva: “Nel dicembre 2019, durante un fine settimana di raccolta fondi, nella Svizzera romanda una forte nevicata ha impedito l’afflusso alle manifestazioni o addirittura ha reso necessario il loro annullamento. Quell’anno il colpo era già stato pesante”.

Concorrenza con altri eventi di beneficenza
Non ci sono solo virus e intemperie a pesare sulle casse della Fondazione Telethon. La concorrenza con altre organizzazioni di beneficenza è infatti serrata. A essere chiamata in causa da Del Don è per esempio “Ogni centesimo conta”, raccolta fondi della Catena della solidarietà e per la quale la Rsi, che in passato aveva supportato anche Telethon, ha un ruolo organizzativo e promozionale attivo. La manifestazione si svolge prima delle feste natalizie, proprio nel periodo in cui Telethon e altri enti di beneficienza sono maggiormente attivi.

Calo delle entrate fino al 60%
Il calo delle entrate e quindi dei fondi che Telethon versa per la ricerca sulle malattie genetiche rare e per l’aiuto delle persone colpite da queste malattie ha raggiunto il 60%: ciò mette fortemente a rischio l’esistenza dei tre enti che si occupano di quest’attività, i quali dipendono in larga misura dal sostegno finanziario di Telethon.

Tre collaboratrici restate a casa
Come ci spiega Claudio Del Don, per tentare di risalire la china e riuscire a raccogliere di nuovo denaro a sufficienza, il Comitato Telethon della Svizzera italiana, in accordo con il Consiglio di fondazione, ha deciso di riorganizzarsi per diminuire i costi fissi e per trovare nuove strategie di raccolta fondi, facendo capo a un ente professionale esterno. La Fondazione Telethon ha però dovuto – “con profondo rammarico”, si legge nel comunicato – separarsi da tre collaboratrici attive a tempo parziale (per un totale cumulativo di un impiego al 70%). Per vedere tuttavia se il sacrificio sarà stato sufficiente, sarà necessario del tempo: “Non è ancora detto che la scommessa sia stata vinta”, commenta Del Don.

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