Tamponi gratuiti alla Supsi per chi non è vaccinato
La decisione è stata presa per garantire l’accesso alle lezioni in presenza anche a chi non dispone del certificato Covid. La misura sarà in vigore almeno fino a fine ottobre
di Teleticino/ls/daco
Tamponi gratuiti alla Supsi per chi non è vaccinato
Immagine CdT/Zocchetti

Nessuno verrà tagliato fuori dalla formazione. È quanto hanno assicurato i vertici della Supsi durante l’incontro avvenuto ieri sera tra la direzione, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e i rappresentanti del corpo studentesco. Un incontro voluto per chiarire la decisione di introdurre il certificato Covid per accedere alle lezioni in presenza a partire dal prossimo 20 settembre. Per capire come è andata, Ticinonews ha sentito di nuovo Alessio Carmine, co-presidente del Collegio Dfa della Supsi.

“Nessuno verrà lasciato fuori”
“La riunione si è svolta in un clima sereno, hanno partecipato più della metà dei docenti e i rappresentanti degli studenti”, sottolinea Carmine. “Abbiamo ricevuto una serie di rassicurazioni e una prima condivisione di alcune decisioni che la direzione della Supsi ha preso ieri pomeriggio. Alla fine, nessuno verrà lasciato fuori: a docenti, studenti e personale è stato garantito di poter accedere alla formazione e al posto di lavoro”. In sostanza verrà data la possibilità a chi non è in possesso del certificato di fare dei tamponi. Stando a quanto racconta il docente, le decisioni comunicate ieri sono state accolte in maniera positiva dai presenti. “Rispetto al weekend, quando sono sorti molti dubbi sull’introduzione dell’obbligo del certificato, l’incontro di ieri ha fornito diverse risposte. Ho visto un bel momento di scambio e di comunicazione”.

“Incontro positivo”
Il direttore della Supsi Franco Gervasoni è d’accordo con Alessio Carmine nel definire l’incontro come “positivo. Abbiamo trovato molti sostegni alla nostra decisione, che permette il ritorno all’insegnamento in presenza”.

Tamponi pagati dalla Supsi fino a fine ottobre
Per chi non è vaccinato, l’accesso alle lezioni in presenza è dunque garantito tramite tamponi. Già, ma chi paga? “Noi abbiamo chiesto a Berna di allungare il periodo di copertura del pagamento dei test di almeno un mese, soprattutto se consideriamo che le misure sono state decise veramente di recente. Per il momento, la Supsi garantisce il tampone gratuito almeno fino alla fine di ottobre”. Tuttavia, “La prima soluzione per chi non è vaccinato è vaccinarsi”, puntualizza Gervasoni. E chi invece è impossibilitato a vaccinarsi? “Ci sono tante situazioni particolari”, risponde il direttore della Scuola universitaria professionale. “Sin dall’inizio della pandemia, siamo stati attenti a tutti questi casi personali. Sicuramente affronteremo queste situazioni con il massimo dell’attenzione, in base anche all’evoluzione delle conoscenze e delle misure da parte delle autorità”.

“Usi è un’eccezione”
A chi fa presente che il ritorno in presenza è stato assicurato all’Usi pur senza certificato Covid, Gervasoni risponde che le accademie che non richiedono il Pass sono una minoranza. Inoltre, la rinuncia al certificato sarebbe stata possibile solo con un’occupazione delle aule per massimo due terzi della loro capienza, “soluzione impossibile all’interno delle nostre sedi”.

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