Tamponi gratis: "Al minimo dubbio fate il test"
Per il dottor Toderi della clinica Sant’Anna è indispensabile evitare una seconda ondata: “I soldi della Confederazione sono spesi bene”
di teleticino/ls
Tamponi gratis: "Al minimo dubbio fate il test"

È importante fare il tampone anche con sintomi lievi e non solo gravi. È quanto ha ribadito più volte il Consiglio federale, mentre annunciava che d’ora in avanti le spese per i tamponi saranno a carico della Confederazione. “Dobbiamo fare di tutto affinché la situazione legata ai contagi resti positiva” ha dichiarato Alain Berset. “La Confederazione si prenderà carico delle spese affinché nessuno esiti a farsi testare per motivi finanziari”.

Proprio la disparità di trattamento legato a motivi economici è stato argomento di critica negli scorsi mesi. Il cambiamento di rotta (finora i costi erano a carico delle casse malati o dei Cantoni) vuole evitare che qualcuno rinunci al test per non dover rimetterci di tasca propria. Ora sono previsti fino a 8000 test al giorno. Per coprire i costi il Consiglio federale chiederà un credito aggiuntivo di 288 milioni di franchi.

La decisione è salutata positivamente dal dottor Marco Toderi, responsabile dell’Ambulatorio Visite Urgenti della Clinica Sant’Anna, secondo cui è fondamentale evitare una seconda ondata. “Bisogna fare tutto il possibile per evitare nuovi contagi. In questo senso la decisione di Berna è benvenuta: non è possibile che far pagare il tampone al paziente possa essere una discriminante per farlo o meno. È indispensabile poter offrire tutto ciò che si può fare, senza che questo ricada ulteriormente sulle tasche degli assicurati, che sono già stati sottoposti a periodi estremamente difficili. Se una famiglia di 5 persone che vive di un solo stipendio si trova a pagare un tampone per 5, potrebbe facilmente rinunciare. Questo farebbe crollare tutto il sistema preventivo che siamo mettendo in piedi”.

“Oggi abbiamo il materiale per testare molte più persone”
La decisione di rendere il tampone gratuito, è stato specificato in conferenza stampa, non è retroattiva. Chi negli scorsi mesi ha già pagato il test non sarà rimborsato. C’è chi dunque si chiede se non si potesse introdurre prima il tampone gratis. “La capacità tecnica di fare i tamponi è cambiata moltissimo” spiega Todari. “C’è bisogno di materiale e di laboratori in grado di gestirli. Tre mesi fa in piena emergenza i tamponi bastavano appena al personale sanitario e ai malati in fase acuta. Non era pensabile sottoporre tutta la popolazione allo screening, non eravamo in grado di sostenere un tale volume di pazienti. Ora abbiamo molto più materiale, le strutture di laboratorio si sono potenziate (quindi sono in grado di fare molti più tamponi) e per fortuna ci sono molto meno malati in circolazione”.

Quando è importante chiamare il medico e sottoporsi al test? “È sempre meglio una volta di più che una di meno. Ora l’influenza “banale” non c’è più. Quindi se a giugno ci troviamo con la febbre o dolori articolari, questi sintomi devono far scattare l’allarme. Nel minimo dubbio è giustificato ricorrere al tampone, a maggior ragione ora che non c’è un carico economico da sostenere”.

Lo scenario in autunno

In autunno, quando ci saranno più persone con sintomi, sarà ancora possibile mantenere questa impostazione, tamponi per tutti al primo sintomo? “Sarà sicuramente più sostenibile che un nuovo lockdown. Immaginatevi il danno economico che abbiamo avuto. Non è assolutamente pensabile che possa ripetersi. Quindi ben vengano tamponi negativi, saremo tutti contenti se saranno negativi. Questi soldi sono spesi bene”.

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