Sulle tracce delle nuove varianti
Grazie a un test specifico, il laboratorio dell’EOC identifica i nuovi ceppi di coronavirus. Nelle prime 24 ore il 7% dei test positivi è risultato appartenere alle varianti
di Teleticino
Sulle tracce delle nuove varianti

Il laboratorio dell’Ente Ospedaliero cantonale (EOLAB) ha iniziato a identificare le nuove varianti del coronavirus, note per essere più contagiose rispetto al virus “classico” e di cui si stanno scoprendo sempre più casi in Ticino. Non basta infatti il classico tampone per capire se si tratti di un nuovo ceppo. Servono analisi più approfondite, che vengono effettuate sul tampone naso-faringeo. Così, da martedì, i collaboratori del laboratorio hanno iniziato il cosiddetto “screening” sui tamponi positivi. Su 560 campioni effettuati nelle prime 24 ore, 70 casi sono risultati positivi. Cinque di questi sono riconducibili alle nuove varianti. Ma in cosa si distinguono? E come si fa a riconoscerle? A tutte queste domande ha risposto la dottoressa Gladys Martinetti Lucchini, caposervizio microbologia del laboratorio, intervistata dai colleghi di Teleticino.

Una mutazione comune

“Queste varianti hanno una mutazione ben precisa, che è comune in tutte e tre le varianti. Si tratta di una mutazione del codice genetico, in particolare il codone N501Y. La nostra PCR specifica per la ricerca di questa variante è indirizzata verso questa regione del genoma”. Attualmente, spiega la dottoressa, il laboratorio ha una capacità di 1000 campioni al giorno per lo screening iniziale. Per l’analisi della variante si tratta di fare un’analisi supplementare. “Vediamo fino a quando andiamo avanti: per ora averne 200 va bene. Ma dipende molto dalla diffusione della variante: se si diffonde in modo cospicuo e incontrollabile, questa PCR supplementare non ha più molto senso farla”.

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