Nuove regole: adolescenti e turisti i più reticenti
A un mese dalla riapertura il Lido di Locarno fa un primo bilancio: 18mila entrate e comportamento rispettoso degli utenti, con qualche eccezione
di fsu
Nuove regole: adolescenti e turisti i più reticenti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

È un’estate diversa dalle altre per le strutture balneari ticinesi. Oggi il Lido di Locarno ha stilato il primo bilancio della riapertura avvenuta quasi un mese fa, la direzione si dice “moderatamente soddisfatta”. Un moderatamente che in cifre significa 18mila ingressi. Quasi tutti, però, riguardano le ultime due settimane, quando finalmente il meteo si è fatto complice. “Appena abbiamo riaperto ha iniziato a piovere”, racconta da noi raggiunto il direttore Christophe Pellandini.

Ripartono i corsi

Ma più che preoccuparsi degli ingressi, a Locarno si pensa alla sicurezza. “A me premeva mettere in piedi tutti i protocolli per mettere in sicurezza la clientela, ma soprattutto i collaboratori”, ci racconta Pellandini. Ora, dopo le prime settimane di rodaggio è il momento di attivare il programma estivo, con i corsi di nuoto, acquagym e polisportivi che riprenderanno da lunedì.

La sicurezza

Ma parlando di misure di contenimento del rischio contagi, all’entrata si è predisposto il grosso del dispositivo: tre casse, colonne disinfettanti, un’addetta alla gestione del flusso della clientela e della raccolta dei dati a favore del tracciamento mentre per i clienti abbonati tutta la procedura è informatizzata.

L’accoglienza delle misure

“Come in tutte queste cose c’è chi aderisce alle nuove regole”, ci spiega Pellandini, “e chi fa un po’ più fatica”. Ci confida che a rigare un po’ meno dritto sono gli adolescenti e “chi proviene da oltre Gottardo. Senza generalizzare, ma abbiamo notato che hanno una percezione un po’ diversa rispetto a quella dei ticinesi”. Nessun problema, invece, con i più piccoli: “Ho visto bambini starnutire nella piega del gomito”, racconta Pellandini, “sono stati educati bene”.

Un caso sarebbe un problema

La filosofia del Lido di Locarno è puntare tutto sulla sicurezza, perché un caso di contagio potrebbe mettere in ginocchio la struttura. “Abbiamo circa 1’500 entrate al giorno, non possiamo rischiare. Se dovesse capitare qualcosa saremmo in estrema difficoltà, una quarantena dei collaboratori potrebbe costringerci a chiudere”. Così, regolarmente, tra i vari messaggi all’altoparlante che ricordano le regole delle piscine, passa anche quello che chiede la collaborazione degli utenti.

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