La Carità contatta i parenti delle vittime
Il nosocomio ha raggiunto a una a una le famiglie che hanno subito un lutto a causa della pandemia di coronavirus
di Teleticino/MMINO
La Carità contatta i parenti delle vittime

350. È questo il numero vittime in Ticino da inizio pandemia. Tante persone hanno perso la vita a causa del coronavirus, la maggior parte delle quali sono decedute all’ospedale “La Carità” di Locarno senza nemmeno poter salutare i propri cari. Un periodo difficile, strano, surreale e drammatico: probabilmente in futuro sui libri di storia leggeremo di questi mesi e del Covid-19 che ha colpito tutto il mondo, senza escludere nessuno.

La morte - in generale concetto già difficile da affrontare - durante il Covid è stata ancora più dura. Non avere la possibilità di stare fisicamente vicino ai propri cari ed assisterli fino alla fine o organizzare una cerimonia di rito ha destabilizzato la vita di molti e reso quasi impossibile l’elaborazione del lutto. Per questo motivo il nosocomio ha deciso di ricontattare una per una tutta le famiglie che hanno perso una persona cara. I colleghi di Teleticino ne hanno parlato con Giona Morinini, psicologo EOC che nel periodo più duro della pandemia ha offerto il suo supporto al personale dell’Ospedale che il Cantone aveva delineato come “Ospedale Covid”.

“Abbiamo proposto un contatto telefonico con i famigliari con l’idea di sapere come stavano, per capire se fossero riusciti ad elaborare il lutto”, ha spiegato Morinini. “L’idea era di creare un momento di relazione per vedere come stavano emotivamente”. Emozioni contrastanti, ecco cosa hanno riscontrato: “Abbiamo incontrato telefonicamente persone molto diverse, c’è chi nel lutto era giustamente arrabbiato e chi era triste”. La situazione surreale di non poter vedere la persona cara prima del decesso è stata alla base di ogni comunicazione: “È come se fosse tutto ancora un po’ sospeso”.

“Sono stati mesi particolari e molto impegnativi, da tanti punti di vista”, ha commentato Morinini. “È stato un periodo impegnativo anche emotivamente anche perché si viveva una situazione nuova e non si sapeva bene che cosa fosse successo”, ha aggiunto.

Guarda l’intervista completa di Teleticino

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