Solo 29 Comuni hanno agito per tenere le antenne lontano dalle case
Le modifiche di PR sono 10. Le compagnie telefoniche ne hanno impugnate 5, opponendosi al modello elaborato dal Governo
Redazione
Solo 29 Comuni hanno agito per tenere le antenne lontano dalle case
Solo 29 Comuni hanno agito per tenere le antenne lontano dalle case

Le 5 procedure di modifica del Piano regolatore (PR) più recenti decise dal Consiglio di Stato per la posa delle antenne telefoniche - impostate secondo il modello a cascata e che concernono i Comuni di Astano, Bioggio, Caslano, Gambarogno e Vezia - sono state tutte impugnate dalle compagnie di telefonia mobile. Di queste 3 sono ora al vaglio del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) che non si è ancora espresso, mentre per le altre 2 non sono ancora scaduti i termini di ricorso.

È quanto si evince dalla risposta del Consiglio di Stato all'interrogazione presentata il 13 maggio scorso da Lara Filippini, Roberta Soldati (UDC), Tamara Merlo (Più Donne) e Claudia Crivelli Barella (Verdi). Nell'atto parlamentare, ricordiamo, le quattro deputate chiedevano lumi sul disciplinamento delle antenne per la telefonia mobile nei Comuni in vista dell'arrivo del 5G in Ticino.

Il modello a cascata

Nel febbraio 2016 il DT aveva pubblicato una linea guida aggiornata che offre, nella forma della raccomandazione, chiarimenti in merito all’interpretazione e all’applicazione della citata modifica normativa, in particolar modo relativamente al cosiddetto modello a cascata, in base al quale le antenne per la telefonia mobile percepibili visivamente sono ammissibili nelle zone più sensibili (ad es. zone residenziali) solo se gli operatori di telefonia mobile hanno dimostrato che non sono disponibili ubicazioni nelle zone con priorità più alta e meno sensibili, come ad esempio le zone industriali.

Ad oggi, si legge nella risposta governativa, i Comuni che hanno avviato delle procedure di modifica del proprio PR per disciplinare gli impianti di telefonia mobile sul proprio territorio sono 29 (nell'ordine: Arbedo Castione, Ascona, Astano, Balerna, Bellinzona, Bioggio, Brissago, Capriasca, Caslano, Cevio, Chiasso, Coldrerio, Comano, Cugnasco Gerra, Gambarogno, Gordola, Maroggia, Massagno, Melano, Monteceneri, Morbio Inferiore, Origlio, Orselina, Paradiso, Pollegio, Riva San Vitale, Riviera, Vezia).

Per 10 di questi Comuni la procedura a livello comunale si è conclusa con una decisione sulla modifica del PR da parte del Consiglio di Stato. Per i rimanenti 19 Comuni le procedure di modifica del PR sono ancora in corso. Va tuttavia sottolineato che 3 procedure sino ad ora concluse non riprendono il concetto a cascata in base alle Linee guida elaborate dal Dipartimento del territorio, poiché sono state concepite ed adottate dai Comuni prima che queste ultime venissero pubblicate.