Vallemaggia
Settore agricolo in grossa difficoltà, Pedrini: "Il sentimento che ho trovato in valle è di voler ricostruire"
10 giorni fa
Tra gli ambiti più colpiti dal maltempo in Vallemaggia, ma non solo, c’è sicuramente il settore agricolo. Ticinonews ne ha parlato con Omar Pedrini, presidente Unione Contadini Ticinesi.

Non solo danni alla rete stradale e alle infrastrutture, ma anche al settore agricolo: l'alluvione che ha colpito la Vallemaggia ha messo in grossa difficoltà anche l'agricoltura ticinese. Ticinonews ne ha parlato con Omar Pedrini, presidente dell'Unione Contadini Ticinesi.

In Vallemaggia lunedì c'è stato un incontro tra i rappresentanti di categoria e i contadini della Val Bavona. Quali difficoltà avete riscontrato durante questo sopralluogo in valle?

"L'emergenza maltempo ha creato grosse difficoltà e danni alle aziende direttamente colpite, ma nei primi giorni si è anche dovuto pensare a tutta una serie di decisioni e situazioni per favorire chi non era stato toccato dai danni di poter continuare a lavorare. Domenica siamo riusciti con un grosso lavoro di squadra, con tutti gli enti preposti, a poter spostare le macchine che non potevano passare sul ponte pedonale dall'altra parte del fiume, così che chi era ancora in grado potesse continuare il suo lavoro. Poi abbiamo visto stalle, prati e pascoli distrutti, tanta tristezza e tanto sentore di debolezza da parte degli agricoltori colpiti. E qui è dove noi avremmo il compito come associazione di categoria di vigilare che tutti gli enti preposti vadano a lavorare nel modo giusto affinché le situazioni possano essere ristabilite".

La priorità è che possano arrivare mezzi più grossi e performanti per poter ripristinare la situazione, ma questi adesso non possono passare e non potranno farlo nemmeno sul ponte provvisorio che sarà montato dall'esercito. Come si intenderà procedere e quanto tempo ci vorrà per trovare una soluzione?

"Noi avevamo da subito fatto la richiesta di avere un guado. Questa richiesta è stata portata avanti anche da altri enti perché non solo per la situazione degli agricoltori, ma anche per tutta un'altra serie di situazioni sarà necessario avere macchinari di una certa importanza. Non è un segreto che il nuovo ponte provvisorio ha una portata di 32 tonnellate, dunque determinati macchinari e attrezzature dovranno passare questo ostacolo del fiume in modo differente. Per il guado so che ci stanno lavorando, dovrebbe essere una cosa di giorni. Poi gioca un ruolo fondamentale anche la situazione sul posto ed eventuali cambiamenti meteorologici".

Poiché ci potrebbero essere dei contadini che hanno la loro stalla o i loro campi in delle zone a rischio, per la ricostruzione sarà importante attendere l'ispezione dei geologi?

"Sicuramente un passo fondamentale adesso per chi è stato toccato dai danni è che qualcuno di competente vada sul posto a vedere cosa e dove si potrà o non mettere a posto. Questo servirà anche a noi per dare supporto alle aziende per far sì che la superficie agricola presa dalle alluvioni venga in un modo o nell'altro ricompensata. Si può pensare a dei recuperi di zona agricola dove oggi magari ci sono delle zone incolte per poi compensare queste zone incolte o boschive con le superfici oggi disastrate e magari non recuperabili".

Parlando con i contadini che stato d'animo generale ha trovato? C'è il rischio che qualcuno di fronte a questa situazione così difficile decida di gettare la spugna?

"Mi auguro di no. Io ho trovato gente distrutta dal dolore, ma con una tenacia incredibile, tutti con la voglia di fare e mettere a posto. Non posso escludere che qualcuno magari un po' più in là con gli anni decida di gettare la spugna, ma il sentimento che ho trovato in valle ieri è quello di voler ripartire e ricostruire dunque questo è già un punto a favore".

Circola in rete un appello che è quello di comprare il formaggio degli alpeggi. Lei pensa che questo possa essere un gesto utile o cosa può fare la popolazione nel suo piccolo?

"I prodotti locali vanno sempre comprati. In questo caso è essenziale poter portare i prodotti della Vallemaggia dove la gente c'è. Questo ponte provvisorio, che oggi è stato detto maggiormente percorribile, crea un grosso ostacolo. Non abbiamo turismo, non abbiamo persone nelle residenze secondarie, dunque tutta quella parte di prodotto che in questo periodo veniva smerciato molto bene in valle, deve trovare degli altri sbocchi. Per quanto riguarda le aziende agricole biologiche, Bio Ticino si è mosso ad andare a fare delle promozioni e dei recuperi di prodotto. C'è molto volontariato anche da parte di amici e parenti delle altre aziende che si occupano di far arrivare il formaggio dove può essere smerciato".

A sette giorni di distanza, domenica scorsa, anche il Mendrisiotto è stato duramente colpito dal maltempo. In questo caso, qual è la situazione?

"Nel Mendrisiotto non abbiamo visto danni alluvionali come in Vallemaggia. La regione però sta subendo il peso di una primavera ed estate molto umide già da alcuni mesi con la problematica di entrare nei campi e fare i lavori. Dunque anche qui tutta la solidarietà per chi sta lavorando in situazioni non facili".