Scenari che inquietano
Un rapporto del direttore della Clinica Moncucco ipotizza due possibili scenari per la seconda ondata di contagi
di fsu
Scenari che inquietano
Il direttore della Clinica Moncucco Christian Camponovo. Foto CdT

Fino a 500 ospedalizzati (circa 150 in più rispetto al picco di marzo-aprile), fino a 120 in cure intese (rispetto ai quasi 80). È questo lo scenario peggiore contenuto in un rapporto redatto dal direttore della Clinica Moncucco pubblicato oggi sul Caffè. Lo scenario “migliore”, invece, prevede che grazie a misure di contenimento ci si fermi a poco più di duecento persone in ospedale e una cinquantina nel reparto di terapia intensiva.

Nel testo, previsto per essere a uso interno della struttura, si legge che “senza misure sufficientemente drastiche la curva pandemica potrebbe superare quella conosciuta in primavera. Il virus toccherebbe “il 50 per cento della popolazione”. Ma, per fortuna, nel rapporto c’è anche lo scenario 2, dove si prevede che le misure fin qui introdotte (e ricordiamo che da domani entrerà in vigore l’obbligo di mascherina in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico) riescano a contenere la diffusione del virus e mantenere la pressione sugli ospedali entro limiti sopportabili. Se dovesse invece verificarsi lo scenario peggiore, i letti non basterebbero.

Camponovo, nel suo rapporto, teme poi che i reparti di pronto soccorso siano messi sotto pressione: con l’influenza stagionale in arrivo, infatti, le persone avrebbero “il dubbio su quale sia il virus da cui si è stati infettati”, recandosi così dal medico o in ospedale. Il direttore della Moncucco, infine, teme anche per l’approvvigionamento di farmaci e apparecchiature, rispetto a marzo (quando il Ticino era stato colpito prima di molti altri Paesi) ora il Covid è presente in molti più nazioni. Anche in Svizzera, con i cantoni della Svizzera interna che stanno vivendo numeri allarmanti, potrebbe diventare più difficile chiedere aiuto ai vicini.

Christian Camponovo già in marzo aveva pubblicato un rapporto simile, pubblicato sempre dal Caffè, e le sue previsioni non avevano sbagliato. C’è da augurarsi che questa volta sbagli.

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