“Sarà un’estate last minute”
Secondo Claudio Visentin, docente dell’Usi ed esperto di viaggi e turismo, le incertezze legate alla pandemia sposteranno le prenotazioni sempre più sotto data, accorciando anche le distanze. E potrebbe anche esserci la resurrezione di un mestiere in difficoltà: l’agente di viaggio
di Radio3i/MJ
“Sarà un’estate last minute”
Foto Shutterstock

Sono tanti i dubbi relativi alla prossima estate, tra una lista dei paesi a rischio che cambia ogni settimana e le ormai normali incertezze legate a contagi, tamponi e quarantene. Questo nonostante il fatto che le campagne di vaccinazione stiano accelerando e i contagi sembrino relativamente stabili. Radio 3i ha intervistato Claudio Visentin, docente all'USI ed esperto di viaggi e turismo, per fare il punto della situazione: a suo parere non sarà un’estate molto diversa da quella precedente, con mete ravvicinate e prenotazioni last minute. Inoltre, rassicura, il turismo si è ripreso da altre sfide simili, come la paura del terrorismo e la crisi economica del 2008.

La voglia di vacanze è tangibile e l’arrivo del caldo è imminente: ad oggi che estate si prospetta?
“Abbiamo una situazione inevitabilmente divisa, c’è una grandissima voglia di riprendere a viaggiare, che peraltro c’è sempre stata. Secondo me c’è anche un crescente ottimismo a diversi livelli e quindi l’idea che la riapertura potrebbe essere abbastanza rapida se clima e calo dei contagi aiutano. Va però anche detto che c’è ancora una cautela di fondo: in Grecia per esempio le prenotazioni sono ancora modeste, nonostante la nazione sia preparata per accogliere turisti. Invece le case vacanze più vicine hanno avuto successo e i prezzi sono anche più alti rispetto a quelli del 2019. Quindi c’è un’apertura ma anche una perdurante prudenza che potrebbe venir meno solo quando se i dati diventassero positivi”.

Con la lista dei paesi a rischio che può cambiare ogni settimana, come si fa a scegliere la prossima meta per l’estate?
“La situazione sembra star migliorando perché in realtà abbiamo due paesi che da soli concentrano la maggior parte dei contagi: il Brasile e l’India, mete turistiche importanti ma certo non le uniche. La situazione va valutata nel breve termine ma questo lo abbiamo imparato già nell’ultimo anno: il movimento delle persone in sé non è il male, ma deve avvenire tra paesi con una situazione simile, e la valutazione della situazione va fatta in tempi brevi. Quindi rispetto al passato l’idea di prenotare le vacanze con larghissimo anticipo fa parte di un altro contesto: molti non l’hanno ancora fatto ed è una scelta intelligente. Quindi si prenoterà più vicino alla data e in paesi con una situazione simile alla nostra, se non buona in assoluto. Con le dovute cautele mi aspetto quindi che si possa viaggiare salvo eventi imprevedibili come nuove varianti, che al momento non abbiamo ragione di pensare che avvengano - pur essendo possibili. Quindi complessivamente avremo meno scelte e sceglieremo più sotto data”.

È notizia di ieri che la commissione dell’Ue valuta allentamenti per i viaggi. Cosa cambia per la Svizzera?
“Io mi aspetto comunque che il turismo interno rimanga una nota predominante questa estate, che sarebbe una buona notizia per il Ticino: vorrebbe dire che molti confederati cercheranno il mare in Ticino un po’ come facevano negli anni ‘50. Ci sono però delle opportunità di viaggio interessante per chi vuole rischiare qualcosa di più, quando essenzialmente il vero rischio - che non è molto probabile - è quello di incappare in una quarantena all’andata o al ritorno. Per tutti gli altri penso sarà un anno in cui il turismo interno, o nei paesi vicini, resterà prevalente e a nostra volta riceveremo turisti da questi paesi”.

Ma, in generale, come prepararsi a quest’estate?
“Io credo che, come dicevamo, potrebbe anche essere un’estate interessante: dobbiamo solo ricordarci che il virus non conosce confini, conosce solo zone di eguale diffusione. Quindi questa nostra tendenza istintiva a chiudere o tenere d’occhio le frontiere ha poco senso dal punto di vista sanitario. È bene invece continuare a prendere le ragionevoli precauzioni, anche man mano che le persone saranno vaccinate, e potrebbe essere l’anno buono per una ripresa di una professione un po’ in crisi: quella degli agenti di viaggio. Potrebbe essere il momento in cui un avere buon agente di viaggio, una buona assicurazione di viaggio e qualcuno con cui parlare se si verificano delle difficoltà potrebbe essere una scelta vincente. Mi sentirei dunque di consigliarlo”.

In ogni caso il paradigma rischia di cambiare con più viaggi last minute?
“Credo di si ma non è nemmeno una così grande novità, non dobbiamo dimenticare che questa non è la prima crisi del turismo: c’è stato il terrorismo, poi la crisi economica e le vicende più diverse. Il turismo è un settore molto resistente che si riprende abbastanza rapidamente, e la parabola della ripartenza è questa: cautela, viaggi ravvicinati, prenotazioni più sotto data, ecc. Naturalmente mi immagino anche che se la situazione migliora il recupero sarà più rapido che in passato, quando ci sono voluti magari anni per uscire da delle situazioni difficili. Adesso le persone sono più abituati al fatto che le cose succedono e che bisogna essere pronti e reagire, fino a che si ripartirà. Il superamento quindi potrebbe essere anche rapido, ovviamente nel momento in cui i parametri saranno quelli giusti. Non dimentichiamo anche un fattore etico: ci saranno anche paesi che attireranno i turisti ma perché ne hanno bisogno economicamente, magari non essendo comunque perfettamente attrezzati per riceverli. Sta anche a noi esercitare questa capacità di discernimento quando scegliamo, in quanto consumatori moderni”.

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