Sangue blu alla Farera
Nel penitenziario cantonale è detenuto il nipote del re d’Etiopia Hailé Selassié, accusato di avere raggirato per 10 milioni tre investitori ticinesi
Redazione
Sangue blu alla Farera
Immagine CdT/Zocchetti

È detenuto alla Farera il nipote del defunto re etiope Hailé Selassié. Il 65enne, estradato in Ticino dal Lussemburgo, è sospettato di avere raggirato tre investitori ticinesi per 10 milioni di franchi. La notizia è stata anticipata dalla Rsi. L’uomo è in detenzione preventiva almeno per i prossimi tre mesi, poiché per il giudice dei provvedimenti coercitivi il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove è reale.

Il denaro estorto doveva, secondo il principe etiope, finanziare una presunta trattativa con la Stato tedesco per l’incasso di vecchie obbligazioni emesse dalla Repubblica di Weimar nel 1922 per rispettare gli impegni assegnati alla Germania sconfitta durante il Trattato di Versailles. Le accuse ipotizzate nei confronti dell’uomo sono di truffa e falsità in documenti.

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