Ristorazione: tagli al personale e timori per il futuro
La testimonianza di due ristoratori, messi alle strette dalle misure anti-covid
Redazione
Ristorazione: tagli al personale e timori per il futuro
Foto di CdT/Gabriele Putzu

Bruno e Vania Coco sono una coppia di ristoratori che gestiscono il ristorante La Dolce Vita di Riazzino. Come molti lavoratori della loro categoria, sono stati messi alle strette dalla chiusura forzata, al punto da essere stati costretti a licenziare due persone per far quadrare i conti.

“Il ristorante è qui dal ’96. Chiediamo solo di poter lavorare, come abbiamo sempre fatto” afferma Bruno ai microfoni di Teleticino. Una situazione precaria, anche perché in quanto proprietari non hanno diritto all’indennità per il lavoro ridotto, rimanendo di fatto senza salario. Poche entrate dunque, mentre i costi come l’affitto rimangono alti.

E la prospettiva di rimanere chiusi fino a fine febbraio non fa altro che aumentare il timore per il proprio futuro. “Ci vorrebbero degli aiuti a fondo perso, come quelli che sono stati concessi ad altri settori come lo sport” conclude Vania.

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