Riarmo, “Non possiamo stare a guardare”
Incontro con il capo dell’esercito svizzero Thomas Süssli, a Sud delle Alpi per l’assemblea della Società ticinese degli ufficiali
di LM/daco
Riarmo, “Non possiamo stare a guardare”
Immagine Ticinonews

La guerra che dallo scorso 24 febbraio sta devastando l’Ucraina fa paura, anche nella tranquilla Svizzera. Non ne hanno dubbi i diversi ufficiali ticinesi dell’esercito che nel corso della mattinata hanno preso la parola nell’assemblea della Società ticinese degli ufficiali, tenutasi al Centro Info Ffs di Pollegio.

A loro dire il modo di percepire la sicurezza è cambiato e occorrono nuovi mezzi per proteggersi. Una tesi condivisa anche dalla maggioranza dei parlamentari a Berna, che nelle scorse settimane ha accolto favorevolmente la proposta di aumentare di due miliardi di franchi il budget dell’esercito. “Disponiamo di parecchi sistemi d’arma che stanno arrivando alla fine della loro vita operativa e che necessitano di una sostituzione. L’aumento del budget permette di farlo più in fretta, sotto la spinta dell’urgenza”. La decisione delle Camere è naturalmente vista positivamente dal comandante di corpo Thomas Süssli, capo dell’esercito svizzero, che abbiamo incontrato a Pollegio.

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Thomas Süssli, questo conflitto cambia la situazione di sicurezza del nostro Paese? Siamo minacciati?
“La situazione riguarda tutta l’Europa. Non è una guerra che riguarda unicamente Russia e Ucraina, ma un conflitto che contrappone dei valori: la società occidentale contro la visione russa. Per questo, tutta l’Europa sta cambiando il suo approccio in materia di esercito e armamenti. Anche noi dobbiamo farlo, non possiamo restare a guardare”.

Come detto, il Parlamento ha approvato l’aumento del budget per le forze armate e tendenze simili si osservano nel resto del continente. Non si sta forse usando la guerra come pretesto per aumentare i mezzi a disposizione degli eserciti?
“La minaccia di una guerra convenzionale in Europa, che prima era stata completamente scartata, è tornata bruscamente d’attualità. È quindi normale che tutti si stiano riarmando e anche noi dobbiamo adeguarci alla situazione”.

Volgendo lo sguardo agli ultimi anni, abbiamo potuto vedere come gli ambiti di attività dell’esercito svizzero siano mutati. Sta cambiando il ruolo stesso delle nostre forze armate?
“La percezione della popolazione nei confronti della sicurezza è cambiata molto: ci si è resi conto che non è qualcosa di ovvio e che questa ha un prezzo. L’esercito ha e avrà sempre più ruoli e lo abbiamo dimostrato. Abbiamo fornito un aiuto importante durante il Covid e a livello di protezione posso citare l’impiego previsto nell’ambito dell’imminente conferenza sull’Ucraina. Tuttavia, anche in futuro resterà centrale il ruolo della difesa ed è su questo che dobbiamo concentrarci”.

Il servizio sull’assemblea della Società ticinese degli ufficiali

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