Referendum finanziario non automatico
Il Gran Consiglio ha approvato il controprogetto all’iniziativa che vuole che i cittadini approvino tutte le spese dello Stato particolarmente importanti. Deciderà il popolo
di fsu
Referendum finanziario non automatico
Foto CdT/Gabriele Putzu

Perché lo stato possa spendere più di 30 milioni di franchi (o più di 6 milioni all’anno per almeno quattro anni) dovrà avere il nullaosta del popolo, ma solo se un terzo dei granconsiglieri è d’accordo. Questo è il controprogetto che il Gran Consiglio ha deciso di presentare all’iniziativa popolare costituzionale che chiede che ogni investimento pubblico oltre i 20 milioni (o 5 per almeno quattro anni) sia sottoposto a referendum obbligatorio. Il popolo potrà quindi scegliere tra la bocciatura dell’iniziativa e le due possibilità.

Con 42 voti favorevoli e 38 contrari, il Legislativo ha approvato oggi il rapporto di maggioranza, la cui relatrice è Lara Filippini, che suggeriva un controprogetto all’iniziativa presentata da Sergio Morisoli nel 2017. I contrari, il rapporto di minoranza, i cui relatori sono Michela Ris (Plr) e Carlo Lepori (Ps), temono che il voto automatico porti solo a votazioni inutili (esiste già il referendum con raccolta delle firme), chiedevano quindi di non offrire un controprogetto al popolo.

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