
Il progetto per la creazione di un albergo di lusso a San Martino è finito al centro di un’interpellanza della consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali). La deputata sostiene di vedere di buon occhio l’idea, ma teme che la prevista modifica di Piano Regolatore (PR) "possa comportare un vantaggio economico ingente per un privato, un regalo da decine di milioni in un momento in cui si chiede alla cittadinanza di fare sacrifici", si legge nell'atto parlamentare. "Accolgo con favore l’intenzione di un operatore di voler investire nella regione, in un progetto che presenta elementi interessanti". Tuttavia “esprimo preoccupazione riguardo al rischio che, a seguito delle modifiche che saranno proposte al PR – e che, in condizioni ordinarie, non sarebbero concesse – la Città possa trovarsi nella situazione di alienare terreni pubblici a un prezzo significativamente inferiore al loro valore di mercato”.
I timori
La preoccupazione di Beretta Piccoli deriva dal fatto che l'area destinata alla realizzazione dell'hotel si trova attualmente in buona parte nella proprietà della Città e, secondo l'attuale PR, è classificata come non edificabile. La conversione in zona edificabile “comporterebbe un sensibile aumento del valore dei terreni, che passerebbero da essere area boschiva o di interesse pubblico a terreni privati, in una posizione strategica sul lago”. In questo contesto “sarebbe grave se venissero venduti a un privato al loro valore attuale, molto basso, per poi vedere tale valore immobiliare crescere vertiginosamente una volta resi maggiormente edificabili”.
La proposta
Secondo la consigliera comunale, il progetto presenta elementi d’interesse “ma solo a condizione che i terreni della Città siano innanzitutto rizonati e solo successivamente venduti”. Tale approccio “garantirebbe che il loro valore sia correttamente valutato, come verrebbe fatto per qualsiasi altra operazione simile". In sintesi, "sostengo gli investimenti, ma non la svendita di beni pubblici”. Un altro dubbio sollevato concerne il fatto che la conversione di questi terreni in zona edificabile potrebbe comportare la necessità di compensare con dezonamenti altrove. Pertanto, “prima di procedere con iniziative poco trasparenti, è fondamentale chiarire come tali modifiche possano essere gestite a livello pianificatorio, per garantire che ogni passo sia compatibile con gli interessi pubblici e con un'adeguata pianificazione territoriale”.

