Procura, Arturo Garzoni si dimette
Il procuratore pubblico responsabile dell’antenna bellinzonese ha deciso di lasciare entro il 31 maggio 2022, optando per il pensionamento anticipato
di Lars
Procura, Arturo Garzoni si dimette
Immagine CdT/Gabriele Putzu

Arturo Garzoni lascia la Magistratura ticinese. Il procuratore pubblico responsabile dell’antenna bellinzonese ha rassegnato le dimissioni per il 31 maggio 2022, optando per il pensionamento anticipato. Lo comunica il Ministero pubblico, precisando di aver preso atto della decisione di Garzoni. Una scelta, si precisa nella nota, che è stata “a lungo ponderata ed è legata a ragioni di natura privata”.

Classe 1962, studi in diritto e laurea all’università di Zurigo nel 1988, Garzoni ha ottenuto il brevetto di avvocato nel 1991 e quello di notaio nel 1995. Dopo essere stato titolare per più anni di uno studio legale e notarile, è stato eletto Procuratore pubblico nel dicembre 2000, occupandosi sia di reati di polizia sia di reati finanziari e portando in aula penale numerose complesse inchieste. Dal 2018 coordina l’andamento dell’antenna di Bellinzona del Ministero pubblico. Formulando i migliori auspici per il suo futuro, il Ministero pubblico ringrazia il Procuratore pubblico capo “per il prezioso operato e il lavoro svolto con senso del dovere, dedizione e impegno in seno all’autorità inquirente, contribuendo in modo determinante al difficile compito di garantire il rispetto della legge e la tutela della sicurezza”.

Garzoni, di area Plr, lascia dunque il Ministero pubblico dopo vent’anni. Si tratta della seconda partenza - dopo quella di Nicola Respini, eletto giudice del Tribunale d’appello a giugno- nel giro di pochi mesi nel Ministero pubblico ticinese. Il procuratore generale Andrea Pagani, interpellato da LaRegione che per primo ha anticipato la notizia, ha affermato di capire la decisione, sottolineando che sia Garzoni che Respini hanno superato la durata media di attività di un magistrato al Ministero Pubblico. “Quella di procuratore è una professione logorante, con anche picchetti notturni che non si recuperano: una professione che richiede non pochi sacrifici e che a un cero punto porta a scelte che non possono che essere salutate come sagge”, ha detto. L’auspicio di Pagani è che il Gran Consiglio, autorità di nomina dei magistrati, possa pubblicare al più presto il concorso per la designazione del futuro subentrante, in modo che possa essere già operativo la prossimo primavera.

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